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Giù dai Colli
Santo del Giorno

Famiglia Salesiana
Siamo al termine di un anno di vita associativa in cui abbiamo curato in modo particolare la nostra identità di membri della Famiglia di Don Bosco. Il suo nono successore ci invita a riflettere su come stiamo facendo crescere il sogno di Don Bosco, quello di annunciare ai giovani che una vita bella è possibile, che un mondo più giusto è il sogno di Dio.

Molti di noi nei mesi scorsi si sono trovati coinvolti in incontri con gli altri gruppi della famiglia salesiana proprio con questo obiettivo: come dire ai giovani che il sogno di Dio è la loro felicità, cioè come annunciare la buona novella. Il primo passo è stato quello di riconoscersi famiglia con gli altri gruppi della Famiglia Salesiana, per riscoprire come il sogno di Don Bosco, quello dei nove anni, quello di annunciare la salvezza ai giovani ha appassionato tanti gruppi di persone, fino a coinvolgere “un vasto movimento di persone” che a Don Bosco vogliono dare una mano.

A noi exallievi in particolare l’affetto per Don Bosco fa ricordare la necessità di educare a un mondo più giusto, capace di offrire a tutti la possibilità di vivere serenamente e cercare di dare futuro ai sogni di ciascuno. In un mondo “lacerato da invidie e discordie” in nome dell’educazione ricevuta, siamo chiamati a costruire un mondo migliore nell’impegno per il bene comune.
Quindi la strenna di quest’anno 2009 ci ha invitati a costruire la Famiglia Salesiana.
Don Chávez ci ha invitati in particolare a collaborare insieme in alcuni ambiti, con gli altri gruppi della Famiglia Salesiana. In particolare ci ha chiesto di collaborare:
- nell’animazione del Movimento Giovanile Salesiano,
sviluppando nei diversi gruppi giovanili animati dai gruppi della FS l’impegno di condivisione e partecipazione al Movimento Giovanile Salesiano, coinvolgendosi nell’accompagnamento dei gruppi e dei giovani, condividendo nel cammino formativo dei gruppi un itinerario di educazione alla fede che li aiuti a scoprire e assumere la propria vocazione apostolica nella Chiesa e nella società;
- nella promozione tra i giovani e gli adulti del Volontariato salesiano sociale e missionario come risposta salesiana alle grandi sfide del mondo giovanile d’oggi, in particolare dei più poveri e a rischio;
- nella promozione di vocazioni sacerdotali, religiose e laicali di speciale impegno al servizio della Chiesa e in particolare nella Famiglia Salesiana, (…) con una particolare attenzione e accompagnamento dei giovani nel loro cammino di coppia con iniziative adeguate, l’appoggio alle famiglie e ai genitori nel loro impegno educativo, promuovendo scuole di genitori, gruppi di coppie, ecc.“ (Commento alla strenna 2009).
Mentre ora ci fermiamo a valutare come abbiamo fatto nostro queste collaborazioni, ci chiediamo anche: Come cresce la Famiglia Salesiana nelle nostre unioni?
 Innanzitutto ci chiediamo se è già stata convocata la Consulta Locale – Zonale – Ispettoriale della Famiglia Salesiana, luogo in cui tutti i gruppi che riconoscono don Bosco come ispiratore, riflettono insieme su come vivere la Missione salesiana nel proprio territorio, con momenti di formazione, di celebrazione e di discernimento.
Se con questi gruppi abbiamo proposto un ritiro di inizio e di fine anno pastorale.
Se insieme abbiamo programmato la presentazione della Strenna, del Rettor Maggiore, guida comune di tutti i gruppi.
 Questo era il cammino dell’anno in corso.
Con lo stesso entusiasmo ora il Rettor Maggiore ci invita ad andare più addentro, a chiederci se davvero quanto facciamo per i giovani è annuncio del Vangelo.
Siamo chiamati per la nostra felicità a realizzare la nostra vocazione come gli apostoli, attraverso l’educazione e testimonianza della nostra vita. Leggiamo con attenzione le pagine che seguono perché se accolte ci permetteranno di ridare grande vitalità a tutte le nostre unioni.
 
 
Presentazione della Strenna 2010
 «Veramente non c'è niente di più bello
che incontrare e comunicare Cristo a tutti.»
(Benedetto XVI, Sacramentum Caritatis, n. 84)
 
In occasione del centenario della morte di don Michele Rua, fedelissimo a Don Bosco e al suo carisma, vorrei invitare tutta la Famiglia Salesiana ad agire come un vero movimento di discepoli ed apostoli di Gesù e ad impegnarsi nell’evangelizzazione dei giovani.
 
L’impegno evangelizzatore è il frutto e la conseguenza dell’identità del discepolo del Signore Gesù che, seguendolo, diventa suo ardente missionario. Vogliamo così assumere la sfida di aiutare i giovani «a guardare gli altri non più soltanto con i propri occhi e con i propri sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo» (Benedetto XVI, Deus caritas est, n. 18). 
La Strenna 2010 prende spunto dall’anno paolino appena concluso e dal Sinodo sulla Parola, durante il quale ho fatto un intervento sul brano lucano dei discepoli di Emmaus, visto come modello, sia per i contenuti che per i metodi, di evangelizzazione dei giovani. 
«Vogliamo vedere Gesù»
A imitazione di Don Rua,
come discepoli autentici e apostoli appassionati
portiamo il Vangelo ai giovani
 
Già numerosi gruppi della Famiglia salesiana si trovano in sintonia con questo impegno. A titolo di esempio vi segnalo due passi dei Capitoli generali degli SDB e delle FMA.
 
Il Capitolo generale XXVI dei salesiani è consapevole dell’urgenza di evangelizzare e della centralità della proposta di Gesù Cristo: «Avvertiamo l’evangelizzazione come l’urgenza principale della nostra missione, consapevoli che i giovani hanno diritto a sentirsi annunciare la persona di Gesù come fonte di vita e promessa di felicità nel tempo e nell’eternità» (CG26 SDB, n. 24). Nostro «compito fondamentale risulta dunque quello di proporre a tutti di vivere l’esistenza umana come l’ha vissuta Gesù. […] Centrale deve essere l’annuncio di Gesù Cristo e del suo Vangelo, insieme con l’appello alla conversione, all’accoglienza della fede e all’inserimento nella Chiesa; da qui poi nascono i cammini di fede e di catechesi, la vita liturgica, la testimonianza della carità operosa» (Benedetto XVI, Lettera a don Pascual Chávez Villanueva, Rettor Maggiore dei Salesiani, in occasione del Capitolo Generale XXVI, 1 marzo 2008, n. 4).
Il Capitolo generale XXII delle Figlie di Maria Ausiliatrice riconosce poi che è l’Amore di Dio che ci spinge: «Il cenacolo, il luogo dove gli apostoli si trovano tutti insieme, non è una dimora stabile, ma una base di lancio. Lo Spirito li trasforma da uomini paurosi in ardenti missionari che, pieni di coraggio, portano per le vie del mondo il lieto annuncio di Gesù Risorto. L’amore spinge all’esodo e ad uscire da sé verso le nuove frontiere per farsi dono: l’amore cresce attraverso l’amore (Benedetto XVI, Deus caritas est, n. 18). Maria, che dal cenacolo insegna a spalancare le porte, è stata la prima a vivere l’esperienza dell’esodo e a mettersi in viaggio. La prima evangelizzata è diventata la prima evangelizzatrice. Portando Gesù agli altri, ella offre il suo servizio, reca gioia, fa sperimentare l’amore» (CG XXII FMA, Più grande di tutto è l’amore, n. 33).
 
Suggerimenti per l’attuazione della Strenna
 
Ecco alcuni passi utili per fare in modo che i gruppi della Famiglia Salesiana si impegnino insieme a portare il vangelo ai giovani. Ciò è proposto ai singoli gruppi, ma anche alle Consulte locali e ispettoriali della Famiglia salesiana.
 
1. Approfondire nelle Consulte locali ed ispettoriali, con un’adeguata riflessione, il ripensamento della pastorale, in modo che risultino operative le scelte riguardanti la centralità della proposta di Gesù Cristo, la testimonianza personale e comunitaria, l’apporto reciproco di educazione ed evangelizzazione, l’attenzione alla diversità dei contesti, il coinvolgimento delle famiglie.
 
2. Individuare nelle Consulte locali ed ispettoriali, a partire dalla “Carta della missione della Famiglia salesiana”, le modalità per fare insieme delle esperienze di evangelizzazione dei giovani.
 
3. In particolare, suscitare la collaborazione di Famiglia salesiana, a livello ispettoriale e locale, per realizzare la missione giovanile, come forma aggiornata di annuncio e catechesi, coinvolgendo i giovani stessi come evangelizzatori dei loro coetanei.
 
4. Valorizzare le Esortazioni apostoliche a conclusione dei Sinodi continentali, per individuare le priorità e le forme specifiche del proprio contesto per l’evangelizzazione dei giovani. Nel caso dell’America Latina, aderire alla “Missione continentale” programmata dall’Assemblea dei vescovi tenutasi ad Aparecida; nel caso della Regione Africa e Madagascar, seguire le indicazioni del prossimo Sinodo dei Vescovi. 
Don Pascual Chávez Villanueva
Rettor Maggiore
 
Roma, 2 giugno 2009
 

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