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Santo del Giorno
I Successori di Don Bosco
Scritto da Editore   
MICHELE RUA Beato (1837 - 1910)
Rettor Maggiore dal 1888 al 1910
Fu accolto da ragazzo da Don Bosco, crebbe nell'oratorio di Valdocco e, dopo aver professato tra i primissimi giovani nella Società Salesiana, divenne il braccio destro del Fondatore con cui condivise sempre la vita e l'ideale. Fu Vicario del Santo al quale successe nel 1888. Le caratteristtiche più salienti di Don Rua furono una grande e amorevole apertura pastorale e sociale. Don Rua ereditò da Don Bosco un vivo interesse per i giovani lavoratori e per la classe operaia e una calda simpatia per ogni forma di organizzazione destinata a proteggere e difendere i diritti dell'uomo. Il Papa Paolo VI lo beatificò il 29 ottobre 1972.
PAOLO ALBERA (1844 - 1921)
Rettor Maggiore dal 1910 al 1921
Secondo successore di Don Bosco, eletto Rettor Maggiore dalla morte di Don Michele Rua (1910) si dedicò particolarmente alla formazione spirituali degli appartenenti alla Società Salesiana, tracciando mirabili direttive di vita interiore. Radunò congressi di Exallievi e Cooperatori con precisi scopi: stringere vinvoli di fratellanza che incrementassero i frutti dell'educazione ricevuta e facilitassero il mutuo soccorso; diffondere nella famiglia, nella società e soprattutto tra i giovani lo spirito cristiano. Promuovere e attuare, infine, iniziative private e pubbliche miranti al sostegno e alla difesa delle molteplici opere di assistenza e previdenza religiosa e sociale suscitate nel nome di Don Bosco.
FILIPPO RINALDI Beato (1856 - 1931)
Rettor Maggiore dal 1910 al 1921
Dopo aver dato salda base alla Società Salesiana di San Giovanni Bosco in nella Spagna, ed essere stato per ventun anni Vicario dei primi due successori del Santo, fu eletto egli stesso Superiore Generale. Animatore di movimenti laicali, incoraggiò e diresse quel vivace gruppo giovanile di ragazze che ispirandosi a Don Bosco si propose fin dal 1910 di unire due ideali di vita consacrata e di apostolato nel mondo per il bene della gioventù; fu l'inizio dell'Istituto Secolare delle "Volontarie di Don Bosco" (VDB). Ma uno zelo particolare Don Rinaldi volse, prima ancora, all'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. A tutti i salesiani raccomandò in particolare l'assistenza agli emigrati senza distinzione di nazionalità, accentuando nella caritàil massimo universalismo. Le sue straordinarie virtù e la fama durevole dopo la morte, indussero a promuovere la Causa di Beatificazione e Canonizzazione.
PIETRO RICALDONE (1870 - 1951)
Rettor Maggiore dal 1932 al 1951
Come quarto successore di Don Bosco resse la Congregazione Salesiana per circa vent'anni. Uomo di rilevanti doti d'intelletto e di governo, diede vasto impulso alla formazione spirituale e professionale dei salesiani, allo sviluppo degli istituti di cultura suuperiore di cui resta monumento l'Università Pontificia Salesiana (UPS). Per due volte compì l'intero giro del mondo, ovunque portando l'altezza delle sue direttive, la grande comprensione del cuore, l'incremento promozionale tra i nativi e la sollecitudine tra gli emigrati. Moltiplicò gli istituti professionali assicurandone ovunque il personale specializzato. Le benemerenze di Don Pietro Ricaldone ebbero riconoscimento in Italia con il conferimento della "Stella d'oro" al merito rurale e della "Stella d'oro" al merito della scuola. Migliori stelle, tuttavia, brillano nel suo cielo, accese dalla carità e dalla viva riconoscenza del mondo intero.
RENATO ZIGGIOTTI (1892 - 1983)
Rettor Maggiore dal 1952 al 1965
Giunse al vertice dopo autentiche esperienze di "gavetta", essendo stato militare e poi insegnante e animatore tra i giovani. Resse la congregazione nei difficili anni del dopoguerra. Il suo rettorato postbellico fu contrassegnato da uno straordinario giro del mondo che portò il Superiore a diretto contatto con la realtà della Congregazione. Se aveva il dono del comando che un poco gli derivava dalle origini militari, da esso dissimulava anche una grande interiorità. Viveva di Dio, viveva di Chiesa, viveva della Madonna e di Don Bosco. Per conseguenza viveva per i suoi confratelli e la loro missione. Tanto poco gli importò di se stesso che dopo il Concilio, si annullò dimettendosi da Superiore e ritirandosi umilmente, prima rettore del Santuario di Don Bosco, sul Colle dei Becchi e poi ad Albarè, nel suo dolce Veneto, fino all'ultimo traguardo.
LUIGI RICCERI (1901 - 1989)
Rettor Maggiore dal 1965 al 1977
Siciliano. Fin dal momento della sua elezione espresse, in una sintetica dichiarazione, quello che poi sarebbe divenuto il suo programma fondamentale di governo: "Avanti con Don Bosco...". Questo intento fu coerentementeperseguito fino al termine del mandato, alla vigilia del quale Don Ricceri affermava ancora: "I destinatari della nostra missione sono i giovani...". Il suo rettorato, in anni di profonda inquietudine sociale e culturale, fu accompagnato e provato fin dagli inizi dalle vivaci inquietudini giovanili del "sessantotto". Don Ricceri trasferì a Roma la Direzione Generale della Società Salesiana, scindendola dalla "Casa Madre" di Valdocco ed inserendola maggiormente nel cuore geografico organizzativo e spirituale della Chiesa.
EGIDIO VIGANÒ (1920 - 1995)
Rettor Maggiore dal 1977 - 1995
Nativo della Lombardia, ma profondamente radicato nella cultura latino-americana per la lunga perm,anenza in Cile. Saldato a tradizioni culturali significative e a una buona scuola teologica (in cui fu anche docente), ha preso parte al Concilio Vaticano II in qualità di esperto. E' particolarmente affetto ai problemi del Terzo Mondo. Il Papa lo nominò Consultore di numerosi Consigli e Sessioni. Nominato dal Papa ha partecipato a sei sinodi dei vescovi celebrati a Roma dal 1980 al 1994, alle riunioni in Vaticano nel 1981 - 1982 per i problemi dell'America Centrale. Colpito da un tumore ha trascorso gli ultimi mesi nella sofferenza. Don Viganò verrà ricordato anche come stimato autore di numerose pubblicazioni di carattere teologico e spirituale.
JUAN EDMUNDO VECCHI (1931 - 2002)
Rettor Maggiore dal 1996 al 2002
Nasce a Viedma (Argentina) il 23 giugno 1931, settimo e ultimo figlio di una famiglia di emigrati italiani che tra il 1898 e il 1906 si era trasferita dall'Emilia Romagna in Argentina. Il padre Albino originario di Boretto (Reggio Emilia), e la madre Maria Monti, di Montescudo (Forlì) si conoscono in Argentina e ivi si sposano. E' nipote del venerabile Artemide Zatti, salesiano coadiutore prossimo alla beatificazione. Juan conosce i salesiani a Viedma e decide di seguire la sua vocazione salesiana. Sarà ricordato come l'innovatore della pastorale giovanime ma anche per la sua notevole dote di governo. Forte capacità di cogliere il nocciolodelle questioni, ma rispettoso dei punti di vista altrui, è stato un animatore con idee chiare, aperte, condivise, capace di tracciare ottimisticamente orizzonti nuovi e di dare impulso a un progetto stabilito.
PASCUAL CHÁVEZ
Rettor Maggiore dal 2002
Don Chávez è messicano, nato a Real de Cotorce (San Luis de Potosi), zona mineraria nel cuore del nord del Messico, il 19 dicembre 1947. Dopo alcuni anni, la famiglia si trasferisce a Saltillo (stato di Coahuila) dove Pasqual frequenta la scuola salesiana; qui nasce la sua vocazione e matura l'intenzione di seguire Don Bosco. La lingua è lo spagnolo, ma parla correttamente l'inglese e l'italiano, comprende il tedesco, il francese e l'ebraico. Capace di captare le problematiche e di affrontarle alla radice con tenacia e costanza, coinvolgendo le parti in causa e indirizzandosi alle soluzioni intraviste. Persona preparata, profonda e pragmatica, ha condotto a termine ogni suo impegno di studio nei tempi stretti tra un incarico di responsabilità e l'altro. Di profonda cultura scritturistica, è notevole in lui il senso delle cose che lo rende uomo pratico e concreto, figlio di quella sensibilità latino-americana che imposta la sua lettura cristiana della vita sull'uomo e sulla realtà quotidiana. L'aggiornamento costante sui fatti della vita e della storia, lo ha reso particolarmente attento ai segni dei tempi.
 

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