Domenica 9 marzo 2008 Istituto Salesiano di Santeramo in Colle (BA)
"Gli Exallievi/e di Don Bosco e i Diritti dei Giovani ad una Vita Piena di Cristo"
"Gli Exallievi/e di Don Bosco e i Diritti dei Giovani ad una Vita Piena di Cristo"
DIARIO DI UNA GIORNATA SPECIALE DI UN EXALLIEVO
Che giornata faticosa! Sono finalmente seduto alla mia scrivania per fare il punto della situazione!
Ricordo che, una volta sceso dall'auto e aver sgranchito un po' le gambe, ho guardato l'orologio e mi sono accorto che erano le 21.15. Erano trascorse più di due ore da quando eravamo partiti da Santeramo in Colle (Bari); lo stesso percorso, io, Salvatore, Angelo e Toto, avevamo percorso, in senso contrario, partendo alle 7.00 da Corigliano d'Otranto (Lecce).
Ero un po' stanco, ma felice! Avevo trascorso una bellissima giornata insieme con tanti altri dirigenti delle Unioni Exallievi/e di Don Bosco di Puglia. Ogni volta che ci incontriamo, si rinnova il piacere di rivedersi, e lo stare insieme rinsalda la nostra fraterna unione: veniamo da luoghi diversi e lontani tra loro, rappresentiamo realtà molto diversificate, le nostre età e la nostra estrazione sociale e professionale sono profondamente varie, ma ci unisce il grande amore per Don Bosco, alla cui scuola siamo stati educati e del quale abbiamo condiviso il progetto educativo col suo sistema preventivo e l'impegno privilegiato per i giovani, soprattutto i meno fortunati.
Ricordo che, una volta sceso dall'auto e aver sgranchito un po' le gambe, ho guardato l'orologio e mi sono accorto che erano le 21.15. Erano trascorse più di due ore da quando eravamo partiti da Santeramo in Colle (Bari); lo stesso percorso, io, Salvatore, Angelo e Toto, avevamo percorso, in senso contrario, partendo alle 7.00 da Corigliano d'Otranto (Lecce).
Ero un po' stanco, ma felice! Avevo trascorso una bellissima giornata insieme con tanti altri dirigenti delle Unioni Exallievi/e di Don Bosco di Puglia. Ogni volta che ci incontriamo, si rinnova il piacere di rivedersi, e lo stare insieme rinsalda la nostra fraterna unione: veniamo da luoghi diversi e lontani tra loro, rappresentiamo realtà molto diversificate, le nostre età e la nostra estrazione sociale e professionale sono profondamente varie, ma ci unisce il grande amore per Don Bosco, alla cui scuola siamo stati educati e del quale abbiamo condiviso il progetto educativo col suo sistema preventivo e l'impegno privilegiato per i giovani, soprattutto i meno fortunati.
E proprio quest'amore sconfinato per Don Bosco, ci ha riuniti nella casa salesiana di Santeramo in Colle da tutta la Puglia. Volevamo trascorre una giornata di spiritualità e formazione sul tema: Gli exallievi di Don Bosco e i diritti dei giovani ad una vita piena in Cristo.
La sollecitazione a riflettere su questo argomento ci è venuta dalla strenna del nostro Rettor Maggiore: " Educhiamo con il cuore di Don Bosco, per lo sviluppo integrale della vita dei giovani, soprattutto i più poveri e svantaggiati, promuovendo i loro diritti".
Ci ha guidati in questa riflessione il nostro Delegato Regionale Don Tommaso Demitri con una lunga e dotta relazione.
La nostra conversazione si è sviluppata su tre temi fondamentali: la visione cristiana della pienezza di vita, la prassi educativa ispirata al sistema preventivo al servizio della vita, l'educazione "ai" diritti e "per" i diritti dei giovani per una loro vita di qualità.
La visione del mondo dell'uomo contemporaneo è caratterizzata dal "materialismo" che esalta l'efficientismo, il consumismo e il fattore economico, trascurando o sottovalutando ogni forma di trascendenza. Ma quest'ottimismo dell'uomo contemporaneo è minato nel suo intimo da un "diffuso senso del limite"; da qui "la tensione verso Qualcuno capace di dare una risposta esaustiva al bisogno di una vita pienamente realizzata". La nostra risposta a questa domanda è la certezza che "Gesù Cristo, crocifisso e risorto, è il Signore e l'unico salvatore del mondo".
Il nostro impegno, come cattolici, deve tendere a far prendere coscienza di questa certezza.
Il nostro impegno, come aderenti alla Famiglia Salesiana, dovrà essere quello di comunicare questa certezza ai giovani, secondo le modalità del sistema preventivo di Don Bosco.
L'obiettivo dovrà essere quello dello sviluppo integrale del giovane, nella sua dimensione umana (promuovendo il benessere, la cultura, la laboriosità e prevenendo ogni forma di devianza) e nella sua dimensione cristiana (offrendogli la possibilità di fare esperienze profonde di fede, abituandolo a saper discernere il bene presente nel quotidiano, facendogli scoprire il bello dell'impegno per una convivenza pacifica, spronandolo alla ricerca della corresponsabilità nel bene comune): insomma dobbiamo fare di ogni giovane un buon cristiano e un onesto cittadino. È il miglior contributo che possiamo offrire per una società più a misura d'uomo, cioè più umana e più umanizzante.
Ripenso ai lavori di gruppo, dopo la celebrazione della Santa Messa e il pranzo. Io coordinavo il primo gruppo: ricordo con piacere il soffuso pessimismo dell'exallievo di Gallipoli, la nostalgia per alcune grandi figure di educatori salesiani del passato, presente nel Presidente dell'Unione di Andria, la concretezza e l'invito ad agire dell'amico exallievo di Santeramo e di Mario Greco di Lecce…
Rivedo tutti i partecipanti nuovamente in assemblea per relazionare sui lavori di gruppo e mi rivedo mentre illustro le novità, inserite nel Regolamento dell'Associazione dal Consiglio Nazionale straordinario tenutosi a Roma il 23 e 24 febbraio scorso. Quanto interesse, quante richieste di spiegazioni e quanti chiarimenti offerti anche dal nostro Presidente Regionale Antonio Cascione!...
Ripenso, infine, ai saluti affettuosi che ci siamo scambiati con l'impegno di incontrarci di nuovo il prossimo 11 maggio sempre qui a Santeramo per il Forum Ispettoriale di Bioetica. Anche quella giornata si preannuncia ricca di interesse: è prevista una relazione della Dott.sa Gabriella Gambino (Università del Sacro Cuore, Roma) sul tema: "Bioetica: Tutto ciò che è scientificamente e tecnicamente possibile… è anche eticamente etico?", un'altra relazione sarà tenuta dal nostro Delegato Nazionale Don Enrico Peretti sul tema: "Bioetica della vita affettiva e prospettive educative", coordinerà i lavori la Dott.sa Maria Giovanna Lamacchia e li concluderà il nostro Presidente Nazionale Dott. Bernardo Cannelli.
Guardo di nuovo l'orologio e mi accorgo che è quasi mezzanotte. La sveglia, stamattina, per me è suonata alle 6.00. Solo ora mi accorgo di quanto intensa sia stata questa giornata. Avverto un po' di stanchezza e penso anche alla stanchezza di quanti hanno continuato a leggere fin qui questi miei appunti. Ma mi sento molto soddisfatto, ho trascorso una giornata piacevolissima e molto proficua, mi sento molto più ricco interiormente.
Potenza di Don Bosco! Che Santo eccezionale! Se non lo conosci, per te non esiste; ma, se per caso hai l'avventura di incontrarlo, non ti lascia più, ti prende tutto, ti affascina; più lo conosci, più ti senti attratto da lui, più ti incanta…
La sollecitazione a riflettere su questo argomento ci è venuta dalla strenna del nostro Rettor Maggiore: " Educhiamo con il cuore di Don Bosco, per lo sviluppo integrale della vita dei giovani, soprattutto i più poveri e svantaggiati, promuovendo i loro diritti".
Ci ha guidati in questa riflessione il nostro Delegato Regionale Don Tommaso Demitri con una lunga e dotta relazione.
La nostra conversazione si è sviluppata su tre temi fondamentali: la visione cristiana della pienezza di vita, la prassi educativa ispirata al sistema preventivo al servizio della vita, l'educazione "ai" diritti e "per" i diritti dei giovani per una loro vita di qualità.
La visione del mondo dell'uomo contemporaneo è caratterizzata dal "materialismo" che esalta l'efficientismo, il consumismo e il fattore economico, trascurando o sottovalutando ogni forma di trascendenza. Ma quest'ottimismo dell'uomo contemporaneo è minato nel suo intimo da un "diffuso senso del limite"; da qui "la tensione verso Qualcuno capace di dare una risposta esaustiva al bisogno di una vita pienamente realizzata". La nostra risposta a questa domanda è la certezza che "Gesù Cristo, crocifisso e risorto, è il Signore e l'unico salvatore del mondo".
Il nostro impegno, come cattolici, deve tendere a far prendere coscienza di questa certezza.
Il nostro impegno, come aderenti alla Famiglia Salesiana, dovrà essere quello di comunicare questa certezza ai giovani, secondo le modalità del sistema preventivo di Don Bosco.
L'obiettivo dovrà essere quello dello sviluppo integrale del giovane, nella sua dimensione umana (promuovendo il benessere, la cultura, la laboriosità e prevenendo ogni forma di devianza) e nella sua dimensione cristiana (offrendogli la possibilità di fare esperienze profonde di fede, abituandolo a saper discernere il bene presente nel quotidiano, facendogli scoprire il bello dell'impegno per una convivenza pacifica, spronandolo alla ricerca della corresponsabilità nel bene comune): insomma dobbiamo fare di ogni giovane un buon cristiano e un onesto cittadino. È il miglior contributo che possiamo offrire per una società più a misura d'uomo, cioè più umana e più umanizzante.
Ripenso ai lavori di gruppo, dopo la celebrazione della Santa Messa e il pranzo. Io coordinavo il primo gruppo: ricordo con piacere il soffuso pessimismo dell'exallievo di Gallipoli, la nostalgia per alcune grandi figure di educatori salesiani del passato, presente nel Presidente dell'Unione di Andria, la concretezza e l'invito ad agire dell'amico exallievo di Santeramo e di Mario Greco di Lecce…
Rivedo tutti i partecipanti nuovamente in assemblea per relazionare sui lavori di gruppo e mi rivedo mentre illustro le novità, inserite nel Regolamento dell'Associazione dal Consiglio Nazionale straordinario tenutosi a Roma il 23 e 24 febbraio scorso. Quanto interesse, quante richieste di spiegazioni e quanti chiarimenti offerti anche dal nostro Presidente Regionale Antonio Cascione!...
Ripenso, infine, ai saluti affettuosi che ci siamo scambiati con l'impegno di incontrarci di nuovo il prossimo 11 maggio sempre qui a Santeramo per il Forum Ispettoriale di Bioetica. Anche quella giornata si preannuncia ricca di interesse: è prevista una relazione della Dott.sa Gabriella Gambino (Università del Sacro Cuore, Roma) sul tema: "Bioetica: Tutto ciò che è scientificamente e tecnicamente possibile… è anche eticamente etico?", un'altra relazione sarà tenuta dal nostro Delegato Nazionale Don Enrico Peretti sul tema: "Bioetica della vita affettiva e prospettive educative", coordinerà i lavori la Dott.sa Maria Giovanna Lamacchia e li concluderà il nostro Presidente Nazionale Dott. Bernardo Cannelli.
Guardo di nuovo l'orologio e mi accorgo che è quasi mezzanotte. La sveglia, stamattina, per me è suonata alle 6.00. Solo ora mi accorgo di quanto intensa sia stata questa giornata. Avverto un po' di stanchezza e penso anche alla stanchezza di quanti hanno continuato a leggere fin qui questi miei appunti. Ma mi sento molto soddisfatto, ho trascorso una giornata piacevolissima e molto proficua, mi sento molto più ricco interiormente.
Potenza di Don Bosco! Che Santo eccezionale! Se non lo conosci, per te non esiste; ma, se per caso hai l'avventura di incontrarlo, non ti lascia più, ti prende tutto, ti affascina; più lo conosci, più ti senti attratto da lui, più ti incanta…
GRAZIE, DON BOSCO!






Giornata di Spiritualità 2008
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