UNIONE EXALLIEVI/E DI DON BOSCO GALLIPOLI - Parrocchia S. Antonio - Via della Provvidenza, 18
2° Convegno Annuale - Giovedì 4 settembre 2008 - Relazione di Don Giorgio Micaletto - Delegato dell'Unione di Gallipoli
"Educhiamo con il cuore di Don Bosco… promuovendo i diritti dei minori"
"Educhiamo con il cuore di Don Bosco… promuovendo i diritti dei minori"
Premessa
Mi piace riprendere, in questa circostanza del convegno annuale, il tema della strenna del Rettor Maggiore "Educhiamo con il cuore di Don Bosco per lo sviluppo integrale della vita dei giovani, soprattutto i più poveri e svantaggiati, promuovendo i loro diritti."
Anche se è stato trattato, ma di passaggio, senza la dovuta importanza nel corso dell'anno pastorale, appena concluso, riprendo questa tematica perché è di estrema importanza non solo per me personalmente, ma per tutta la Congregazione salesiana, che in questi ultimi anni sta insistendo fortemente con tutti coloro che sono impegnati nell'azione educativa, per la difesa e la promozione dei diritti umani, soprattutto dei minori.
Noi, che viviamo in una nazione "civile", in uno stato molto garantista, dove i minori sono tutelati, superprotetti, e a volte con eccessi che sono sotto gli occhi di tutti, forse non ce ne rendiamo conto, ma il Rettor Maggiore che guida la Congregazione salesiana, diffusa nel mondo intero, conosce bene altre realtà, dove vengono negati la dignità e i diritti dei minori e per questo sente il bisogno di coinvolgere tutta la Famiglia salesiana.
A questo scopo la Congregazione salesiana, per il prossimo anno, organizzerà un convegno mondiale sui diritti dei minori. Parteciperanno due confratelli per ispettoria. Della nostra ispettoria meridionale sarà presente Don Mimmo Madonna con l'intento poi di organizzare un convegno regionale per veicolare in periferia, quindi anche a noi, i contenuti appresi a livello mondiale.
Fatte queste premesse doverose, riprendo il pensiero del nostro Rettor Maggiore, il quale ci ricorda di
1. Promuovere i diritti umani in particolare quelli dei minori
Mi piace riprendere, in questa circostanza del convegno annuale, il tema della strenna del Rettor Maggiore "Educhiamo con il cuore di Don Bosco per lo sviluppo integrale della vita dei giovani, soprattutto i più poveri e svantaggiati, promuovendo i loro diritti."
Anche se è stato trattato, ma di passaggio, senza la dovuta importanza nel corso dell'anno pastorale, appena concluso, riprendo questa tematica perché è di estrema importanza non solo per me personalmente, ma per tutta la Congregazione salesiana, che in questi ultimi anni sta insistendo fortemente con tutti coloro che sono impegnati nell'azione educativa, per la difesa e la promozione dei diritti umani, soprattutto dei minori.
Noi, che viviamo in una nazione "civile", in uno stato molto garantista, dove i minori sono tutelati, superprotetti, e a volte con eccessi che sono sotto gli occhi di tutti, forse non ce ne rendiamo conto, ma il Rettor Maggiore che guida la Congregazione salesiana, diffusa nel mondo intero, conosce bene altre realtà, dove vengono negati la dignità e i diritti dei minori e per questo sente il bisogno di coinvolgere tutta la Famiglia salesiana.
A questo scopo la Congregazione salesiana, per il prossimo anno, organizzerà un convegno mondiale sui diritti dei minori. Parteciperanno due confratelli per ispettoria. Della nostra ispettoria meridionale sarà presente Don Mimmo Madonna con l'intento poi di organizzare un convegno regionale per veicolare in periferia, quindi anche a noi, i contenuti appresi a livello mondiale.
Fatte queste premesse doverose, riprendo il pensiero del nostro Rettor Maggiore, il quale ci ricorda di
1. Promuovere i diritti umani in particolare quelli dei minori
Noi, Famiglia salesiana, siamo eredi e portatori di un carisma educativo che tende alla promozione di una cultura della vita e al cambiamento delle strutture. Per questo abbiamo il dovere di promuovere i diritti umani.
La storia della Famiglia salesiana e la rapidissima espansione anche in contesti culturali e religiosi lontani da quelli che ne hanno visto la nascita, testimonia come il sistema preventivo di Don Bosco sia una porta di accesso garantita per l'educazione giovanile di qualunque contesto e una piattaforma di dialogo per una nuova cultura dei diritti e della solidarietà.
È sotto questo profilo che va letto e reso attuale il monito di Don Bosco ai primi missionari: "Prendete cura speciale degli ammalati, dei fanciulli, dei vecchi e dei poveri, e guadagnerete la benedizione di Dio e la benevolenza degli uomini".1 [9]
Come salesiani l'educazione ai diritti umani, in particolare quelli dei minori, è la via privilegiata per realizzare nei diversi contesti l'impegno di prevenzione, di sviluppo umano integrale, di costruzione di un mondo più equo, più giusto, più salubre. Il linguaggio dei diritti umani ci permette anche il dialogo e l'inserimento della nostra pedagogia nelle differenti culture del mondo.
2. Diritti umani e dignità della persona
I diritti umani sono diritti che spettano a ciascun individuo in quanto essere umano; non dipendono dalla razza, dalla religione, dalla lingua, dalla provenienza geografica, dall'età o dal sesso. Sono diritti fondamentali, universali, inviolabili e indisponibili. Essi non sono una realtà statica, ma sono in continua evoluzione.
I diritti civili e politici, che vengono fatti risalire al tempo della rivoluzione francese (1789), nascono dalla rivendicazione di una serie di libertà fondamentali che erano precluse ad ampi strati della popolazione: diritto alla vita, alla integrità fisica, alla libertà di pensiero, di religione, di espressione, di associazione, alla partecipazione politica.
I diritti economici, sociali e culturali sono stati sanciti dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948: diritto all'istruzione, al lavoro, alla casa, alla salute, ecc.
I diritti fondamentali appartengono, infatti, all'essere umano in quanto persona, ad ogni persona e a tutte le persone, uomini e donne, bambini o anziani, ricchi o poveri, sani o ammalati.
3. Missione salesiana e diritti dei ragazzi
Prima che sia troppo tardi salviamo i ragazzi, il futuro del mondo". Prepariamo il ragazzo di oggi per avere il cittadino di domani: onesto cittadino e buon cristiano.
"Grave è la situazione in cui si trovano tanti giovani in tante parti del mondo: giovani a rischio ed emarginati. Sono tanti, sono troppi. Sono un grido inascoltato. Sono un peso sulla coscienza della società che ha globalizzato l'economia, ma non l'impegno per lo sviluppo dei popoli e la promozione della dignità di ogni uomo.
Le sfide odierne. Ecco, una rapida mappa dell'emarginazione e dello sfruttamento giovanile nel mondo: i ragazzi di strada, i ragazzi soldato, i ragazzi violati, i ragazzi lavoratori e schiavi, i ragazzi "nessuno", i ragazzi carcerati, i ragazzi donatori forzati di organi e i mutilati, i ragazzi poveri ed emarginati, i ragazzi delle fogne e i vaganti; i ragazzi ammalati, i ragazzi rifugiati e orfani.
Tanta sventura sollecita le coscienze di tutti. Dinanzi al panorama così triste delle piaghe del mondo giovanile, noi Salesiani "siamo dalla parte dei giovani, perché come Don Bosco abbiamo fiducia in loro, nella loro volontà di imparare, di studiare, di uscire dalla povertà, di prendere in mano il loro proprio futuro... Siamo dalla parte dei giovani, perché crediamo nel valore della persona, nella possibilità di un mondo diverso, e soprattutto nel grande valore dell'impegno educativo".2[10] Investiamo nei giovani!
In questo sforzo di investimento la "Famiglia Salesiana apporta la ricchezza del metodo educativo ereditato da Don Bosco, il ben noto Sistema Preventivo.
Inoltre questo Sistema crede decisamente che la dimensione religiosa della persona è la sua ricchezza più profonda e significativa; perciò esso cerca, come finalità ultima di tutte le sue proposte, di orientare ogni ragazzo verso la realizzazione della sua vocazione di figlio di Dio.
4. Proviamo a ridire gli stessi concetti con il linguaggio dei diritti umani
Oggi, l'educazione integrale salesiana non può prescindere da un impegno per i diritti fondamentali e la dignità della persona umana.
L'educazione ai diritti umani è educazione all'azione, al gesto, alla presa di posizione, alla presa in carico, all'analisi critica, al pensare, all'informarsi, a relativizzare le informazioni ricevute dai media; è un'educazione che deve diventare permanente e quotidiana.
Su questi fondamenti, la metodologia da utilizzare deve comprendere almeno tre dimensioni:
La storia della Famiglia salesiana e la rapidissima espansione anche in contesti culturali e religiosi lontani da quelli che ne hanno visto la nascita, testimonia come il sistema preventivo di Don Bosco sia una porta di accesso garantita per l'educazione giovanile di qualunque contesto e una piattaforma di dialogo per una nuova cultura dei diritti e della solidarietà.
È sotto questo profilo che va letto e reso attuale il monito di Don Bosco ai primi missionari: "Prendete cura speciale degli ammalati, dei fanciulli, dei vecchi e dei poveri, e guadagnerete la benedizione di Dio e la benevolenza degli uomini".1 [9]
Come salesiani l'educazione ai diritti umani, in particolare quelli dei minori, è la via privilegiata per realizzare nei diversi contesti l'impegno di prevenzione, di sviluppo umano integrale, di costruzione di un mondo più equo, più giusto, più salubre. Il linguaggio dei diritti umani ci permette anche il dialogo e l'inserimento della nostra pedagogia nelle differenti culture del mondo.
2. Diritti umani e dignità della persona
I diritti umani sono diritti che spettano a ciascun individuo in quanto essere umano; non dipendono dalla razza, dalla religione, dalla lingua, dalla provenienza geografica, dall'età o dal sesso. Sono diritti fondamentali, universali, inviolabili e indisponibili. Essi non sono una realtà statica, ma sono in continua evoluzione.
I diritti civili e politici, che vengono fatti risalire al tempo della rivoluzione francese (1789), nascono dalla rivendicazione di una serie di libertà fondamentali che erano precluse ad ampi strati della popolazione: diritto alla vita, alla integrità fisica, alla libertà di pensiero, di religione, di espressione, di associazione, alla partecipazione politica.
I diritti economici, sociali e culturali sono stati sanciti dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo del 10 dicembre 1948: diritto all'istruzione, al lavoro, alla casa, alla salute, ecc.
I diritti fondamentali appartengono, infatti, all'essere umano in quanto persona, ad ogni persona e a tutte le persone, uomini e donne, bambini o anziani, ricchi o poveri, sani o ammalati.
3. Missione salesiana e diritti dei ragazzi
Prima che sia troppo tardi salviamo i ragazzi, il futuro del mondo". Prepariamo il ragazzo di oggi per avere il cittadino di domani: onesto cittadino e buon cristiano.
"Grave è la situazione in cui si trovano tanti giovani in tante parti del mondo: giovani a rischio ed emarginati. Sono tanti, sono troppi. Sono un grido inascoltato. Sono un peso sulla coscienza della società che ha globalizzato l'economia, ma non l'impegno per lo sviluppo dei popoli e la promozione della dignità di ogni uomo.
Le sfide odierne. Ecco, una rapida mappa dell'emarginazione e dello sfruttamento giovanile nel mondo: i ragazzi di strada, i ragazzi soldato, i ragazzi violati, i ragazzi lavoratori e schiavi, i ragazzi "nessuno", i ragazzi carcerati, i ragazzi donatori forzati di organi e i mutilati, i ragazzi poveri ed emarginati, i ragazzi delle fogne e i vaganti; i ragazzi ammalati, i ragazzi rifugiati e orfani.
Tanta sventura sollecita le coscienze di tutti. Dinanzi al panorama così triste delle piaghe del mondo giovanile, noi Salesiani "siamo dalla parte dei giovani, perché come Don Bosco abbiamo fiducia in loro, nella loro volontà di imparare, di studiare, di uscire dalla povertà, di prendere in mano il loro proprio futuro... Siamo dalla parte dei giovani, perché crediamo nel valore della persona, nella possibilità di un mondo diverso, e soprattutto nel grande valore dell'impegno educativo".2[10] Investiamo nei giovani!
In questo sforzo di investimento la "Famiglia Salesiana apporta la ricchezza del metodo educativo ereditato da Don Bosco, il ben noto Sistema Preventivo.
Inoltre questo Sistema crede decisamente che la dimensione religiosa della persona è la sua ricchezza più profonda e significativa; perciò esso cerca, come finalità ultima di tutte le sue proposte, di orientare ogni ragazzo verso la realizzazione della sua vocazione di figlio di Dio.
4. Proviamo a ridire gli stessi concetti con il linguaggio dei diritti umani
Oggi, l'educazione integrale salesiana non può prescindere da un impegno per i diritti fondamentali e la dignità della persona umana.
L'educazione ai diritti umani è educazione all'azione, al gesto, alla presa di posizione, alla presa in carico, all'analisi critica, al pensare, all'informarsi, a relativizzare le informazioni ricevute dai media; è un'educazione che deve diventare permanente e quotidiana.
Su questi fondamenti, la metodologia da utilizzare deve comprendere almeno tre dimensioni:
-
una dimensione cognitiva: conoscere, pensare criticamente, concettualizzare, giudicare; Don Bosco direbbe "ragione";
-
una dimensione affettiva. provare, fare esperienza, creare amicizia, empatia; Don Bosco direbbe "amorevolezza";
-
una dimensione volitiva comportamentale attiva, eticamente motivata: compiere scelte e azioni, mettere in atto comportamenti orientati; Don Bosco direbbe "religione".
5. Educarci ad educare per la trasformazione di ogni persona e di tutta la società: per lo sviluppo umano
quindi il Sistema Preventivo e lo spirito di Don Bosco ci chiamano oggi a un impegno forte, individuale e collettivo, teso a cambiare le strutture della povertà e del sottosviluppo, per farci promotori di sviluppo umano ed educare ad una cultura dei diritti umani, della dignità della vita umana.
I diritti umani sono un mezzo per lo sviluppo umano; l'educazione ai diritti umani è strumentale al raggiungimento dello sviluppo umano personale e collettivo e quindi alla realizzazione di un mondo più equo, più giusto, più salubre.
6. Un testo che Don Bosco sarebbe pronto a sottoscrivere
L'educazione deve avere come finalità di:
-
favorire lo sviluppo della personalità del fanciullo, nonché lo sviluppo delle sue facoltà e delle sue attitudini mentali e fisiche in tutta la loro potenzialità;
-
inculcare nel fanciullo il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dei principi consacrati nella Carta delle Nazioni Unite;
-
inculcare nel fanciullo il rispetto dei suoi genitori, della sua identità, della sua lingua e dei suoi valori culturali, nonché il rispetto dei valori nazionali del paese nel quale vive, del paese di cui è originario e delle civiltà diverse dalla sua;
-
preparare il fanciullo ad assumere le responsabilità della vita in una società libera, in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di uguaglianza tra i sessi e di amicizia tra tutti i popoli e gruppi etnici, nazionali e religiosi, con le persone di origine autoctona;
-
inculcare nel fanciullo il rispetto dell'ambiente naturale.
Questo non è altro che l'art. 29 della "Convenzione dell'ONU sui diritti dei bambini e degli adolescenti" adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e attualmente ratificata da 192 Stati.
Va dunque corretta la prassi di molti educatori che riducono i diritti umani ad un elenco di cognizioni o che intendono l'educazione ai diritti umani in modo normativo, come spiegazione di testi giuridici.
I diritti umani, infatti, non sono principalmente una materia giuridica o filosofica; non rappresentano una materia a parte, ma un tema trasversale. I diritti umani non si insegnano, così come non si impongono, ma si educa ad essi attraverso il dialogo, il confronto reciproco, la rielaborazione personale.
Come metodologia didattica si possono usare l'arte, il teatro, la musica, la danza, il disegno, la poesia; ricordiamo al riguardo le iniziative "inventate" da Don Bosco.
Se l'accento del processo educativo è posto sulle motivazioni interiori necessarie all'educatore, allora il Sistema Preventivo diventa una "spiritualità". Se l'accento è posto sulle tre colonne della ragione, religione e amorevolezza, allora il Sistema Preventivo diventa un impegno ascetico, un quadro di valori e un progetto di vita.
In definitiva il Sistema Preventivo trasforma sia l'educatore che l'educando in un protagonista cosciente, responsabile del dovere di difendere e promuovere i diritti umani, per lo sviluppo umano personale e del mondo intero.
Parafrasando una felice espressione di Paolo VI, nella "Populorum Progressio", mi azzarderò a dire che il nuovo nome della pace è l'educazione alla difesa e alla promozione dei diritti umani.
Certo, educare con il cuore di Don Bosco, per lo sviluppo integrale della vita dei giovani, soprattutto dei più poveri e svantaggiati, promuovendo i loro diritti comporta l'allargamento dell'impegno della famiglia salesiana a tutto il movimento salesiano.
I diritti umani, infatti, non sono principalmente una materia giuridica o filosofica; non rappresentano una materia a parte, ma un tema trasversale. I diritti umani non si insegnano, così come non si impongono, ma si educa ad essi attraverso il dialogo, il confronto reciproco, la rielaborazione personale.
Come metodologia didattica si possono usare l'arte, il teatro, la musica, la danza, il disegno, la poesia; ricordiamo al riguardo le iniziative "inventate" da Don Bosco.
Se l'accento del processo educativo è posto sulle motivazioni interiori necessarie all'educatore, allora il Sistema Preventivo diventa una "spiritualità". Se l'accento è posto sulle tre colonne della ragione, religione e amorevolezza, allora il Sistema Preventivo diventa un impegno ascetico, un quadro di valori e un progetto di vita.
In definitiva il Sistema Preventivo trasforma sia l'educatore che l'educando in un protagonista cosciente, responsabile del dovere di difendere e promuovere i diritti umani, per lo sviluppo umano personale e del mondo intero.
Parafrasando una felice espressione di Paolo VI, nella "Populorum Progressio", mi azzarderò a dire che il nuovo nome della pace è l'educazione alla difesa e alla promozione dei diritti umani.
Certo, educare con il cuore di Don Bosco, per lo sviluppo integrale della vita dei giovani, soprattutto dei più poveri e svantaggiati, promuovendo i loro diritti comporta l'allargamento dell'impegno della famiglia salesiana a tutto il movimento salesiano.






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