Cari amici, in questi giorni ho avuto modo di riprendere in mano, in occasione delle celebrazioni del novantesimo compleanno della nostra rivista, il primo numero di Voci Fraterne, datato 29 giugno 1920.
In alto a sinistra, bene in risalto, compaiono alcune parole alle quali in precedenza non avevo mai fatto caso, “Foglio per le Unioni Italiane ALLIEVI di don BOSCO“.
Più volte nei nostri incontri in giro per l’Italia qualcuno mi ha detto con passione che sarebbe stato più giusto chiamarci Allievi di don Bosco e non Exallievi. Ma sinceramente non vi avevo prestato moltissima attenzione, convinto che volenti o nolenti quella di Exallievi fosse da sempre la nostra vera ed unica denominazione e che comunque quell’ex non doveva considerarsi frutto di nostalgia ma di amore filiale.
Questa volta però, leggere “Allievi di don Bosco” in cima a quattro pagine scolorite dal tempo, nelle quali si ripercorro con entusiasmo ed emozione le giornate del primo congresso mondiale degli ex allievi, con articoli a firma di persone che sicuramente hanno incontrato e vissuto con don Bosco, con don Rua, con il cardinal Caliero, con don Rinaldi e pensare che più che Exallievi si definiscono Allievi di don Bosco, mi ha portato a considerare il fatto che veramente nel grande e vasto mondo dei milioni di ex allievi salesiani, forse la nostra Associazione può e deve considerarsi formata da quelle persone che in un certo senso, giorno dopo giorno vogliono essere gli Allievi di don Bosco, vogliono crescere alla sua sequela, vogliono ascoltare le sue parole, vogliono svolgere i compiti che Lui affida a ciascuno di loro, vogliono essere i suoi ragazzi sempre pronti a ricercare il bene e rifuggire il male, ad amare Maria Ausiliatrice, Gesù Sacramentato, ed il Papa.
In altre parole una Associazione, come ha detto l’8 novembre scorso il nostro Rettor Maggiore incontrando la Federazione Nazionale Indiana degli Exallievi di Don Bosco a Shillong, costituita da quegli ”Exallievi che ritengono il passato da allievi delle scuole e degli oratori salesiani una benedizione e una responsabilità tanto da sentire la necessità di tornare ad unirsi ai Salesiani, e grati per l’educazione religiosa assimilata, sono disposti ad impegnarsi nella propria vita sociale per il benessere di tutti fino a fare della loro appartenenza un vero e proprio progetto di vita.”
Non più ancorati alla forza di un vissuto che si perde nel passato, ma stimolati da un Amore che giorno dopo giorno si fa esperienza di vita, non siamo più solo i figli di una bella educazione di un sentimento più o meno velato di nostalgia e di riconoscenza ma quasi per un provvidenziale miracolo ci ritroviamo a Valdocco a correre a pregare a parlare con don Bosco a pendere dalle sue labbra, desiderosi di imparare da Lui e di far conoscere e ridonare agli altri quello che Lui e Sua Madre ogni giorno ci mettono nel cuore.
Allievi di un Padre, Maestro ed Amico che ci vuole tutti padri, maestri ed amici l’uno dell’altro e soprattutto, l’uno all’altro uniti, per tutti i giovani del mondo.
In questa ottica, molte cose cambiano aspetto, anche il senso della nostra appartenenza associativa, lo spirito che anima o che dovrebbe animare le nostre presidenze, i nostri consigli, i nostri incontri i nostri forum, i nostri fogli di collegamento e tutte le nostre attività, a tutti i livelli.
Acquistano un volto nuovo, caratterizzato da una vita cristiana adulta, da una testimonianza senza sconti e senza riduzioni, da un impegno concreto a favore della salvezza dei giovani, da una partecipazione vera e coerentenel dialogo e nel confronto, nella formazione e nella preghiera.
Burocrazia , personalismi , risentimenti ed incomprensioni non metterebbero più in ombra la nostra passione salesiana per chi ha avuto di meno, per chi è in difficoltà e per chi si deve aprire alla vita, permettendo ai nostri associati di non perdersi in inutili battaglie di retroguardia e di sentire fino in fondo l’urgenza di evangelizzare, di educare di annunciare la salvezza con le opere, con l’impegno sociale e politico, con la promozione del volontariato sociale e missionario, con l’aiuto alle famiglie ed ai giovani.
Forse ho fantasticato un pò troppo ma mi piacerebbe tanto che fosse proprio questa la nostra realtà, mi piacerebbe veramente tanto che tutti potessimo impegnarci per una Associazione fatta di veri Allievi di don Bosco e forse forse piacerebbe tanto anche a Lui.
Buon Natale e Buon Anno a tutti.






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