Fate che la gente, domandando chi siete possa sentirsi rispondere: è un figlio di don Bosco!
Sono veramente molto lieto di poter rivolgere per la prima volta la parola in questa IV assemblea e farlo alla conclusione della prima giornata. La prima cosa che voglio dirvi è che vi do il benvenuto alla casa del Padre, perché per tutta la Famiglia Salesiana ci sono due case che sono punto di riferimento: Valdocco perché come membri della Famiglia Salesiana tutti siamo nati a Valdocco, E' lì che don Bosco ha sviluppato la sua grande passione per la salvezza dei giovani; è lì che scoprì la forza dell'educazione; è lì che mise in piedi ciò che siamo; una grande Famiglia spirituale e apostolica estesa in 132 paesi del mondo. Valdocco è la nostra casa materna, lì siamo nati tutti. Qui alla Pisana è la casa dove sta il successore di don Bosco per cui io mi auguro che vi sentiate a casa. Mi auguro che questi giorni siano un'intensa esperienza carismatica, che ci faccia sentire che nella diversità di culture, di popoli, anche di religioni, siamo uniti dal carisma di uno stesso padre che è don Bosco.
Don Bosco diceva che la buonanotte non dovrebbe durare 3 minuti, però lui non ha mai rispettato questo limite, e nemmeno il Rettor Maggiore lo può fare. Perciò, invece di 3 minuti vi dico 3 pensieri.
1. Primo punto: il ruolo della Fede e della religione.
Abbiamo celebrato una bellissima Eucarestia questa mattina in una delle chiese che sono simbolo per la bellezza architettonica, per la ricchezza d'arte, ma soprattutto perché lì si trova la tomba dell'apostolo Pietro. L'apostolo che confessò a Gesù dicendo “Tu sei. Cristo", dunque Tu sei Colui in cui le risposte alle aspirazioni profonde del cuore umano si trovano. "Tu sei il Cristo" vuoi dire lì dove i grossi problemi sociali possono trovare soluzione. Ed ecco, gli exallievi, presenti in 132 paesi del mondo, non sono tutti cattolici. La stragrande maggioranza dei nostri allievi, insegnanti, genitori, collaboratori in India, quasi in tutta l'Asia (Giappone, Corea, Cina,Vietnam, Thailandia) non sono cattolici, e sono egualmente exallievi e sono amici di don Bosco. E questo che vi sto dicendo è molto importante perché oggi dobbiamo riconoscere che la religione ha un ruolo speciale nell'impegno per rendere un mondo più umano, un mondo più giusto, un mondo più fraterno. Ci troviamo in un momento della storia in cui ci sono tanti pericoli a riguardo della religione. Nei paesi dell'occidente perché si vuole prescindere dalla religione, vivere come se Dio non esistesse. Si cerca non soltanto che Dio non sia presente. nelle scelte politiche, si cerca che Dio non sia presente nel tessuto sociale, si cerca di cancellare Dio dalla coscienza della persona. In altre parti la religione sta correndo il rischio di espressioni fondamentaliste. Perché il fondamentalismo non c'è soltanto nell'lslam, fondamentalismo non c'è soltanto nell'lnduismo, fondamentalismo c'è anche nel Cristianesimo, nel Cattolicesimo. E questa non è l'espressione migliore della Fede. E ci sono, al rovescio, espressioni di religioni intimiste in cui la gente cerca di trovare soltanto soddisfazione e serenità personale quando la Fede ha un ruolo sociale, lo Fede ha un ruolo pubblico,. la Fede è non è un problema da discutere tra i parlamentari. La Fede è un dono! Per l'umanizzazione del mondo! Per cui il mio primo messaggio, cari exallievi, qualsiasi sia la religione a cui voi appartenete, voi presenti qui o tutti gli exallievi del mondo, siamo chiamati a fare della Fede e della religione un dono per l'umanizzazione della nostra società!
2. Secondo punto: abbiamo dei valori che non sono negoziabili
Noi abbiamo dei valori che non sono negoziabili, valori che dobbiamo difendere ad ogni costo.
2.1 Il primo è il valore della Vita. La vita è sacra, dal momento della nascita fino alla morte. Non soltanto la vita umana, anche il creato. Non soltanto la vita, anche il senso della vita. Tanti giovani cercano di suicidarsi, tanti giovani che di fatto si suicidano: perché? Perché non trovano il senso della vita, non sanno perché siamo nati, non sanno verso dove camminiamo, e non conoscono la strada da percorrere ... Non soltanto il senso della vita, anche la qualità della vita! Ci sono milioni di persone che vivono talmente povere che quella vita che vivono non è una vita. In questa Europa ricca si discute se c’è vita dopo la morte; nei paesi poveri la domanda è se c'è vita prima della morte. Perché? Perché c'è tanta, tanta violenza, tanta povertà. Una situazione talmente inumana che non merita di chiamarsi vita. Il primo valore che tutti gli exallievi siamo chiamati a difendere è la vita. La vita è sacra! E la vita, torno a dire, non è soltanto la vita dalla concezione alla morte, è la difesa del creato, è il senso della vita – qualità della vita. Primo valore che gli exallievi lo devono prendere ovunque vivano.
2.2 II secondo valore è la libertà. Stiamo vivendo sempre di più la tendenza ad avere governi apparentemente democratici, però che in fondo agiscono in una forma monarchica e sono anarchici nei valori, cioè non preservano veramente il bene sociale. E questo vuoi dire la mancanza di un'autentica libertà. La libertà è la capacità di autodeterminarsi, di orientarsi al bene, di costruire insieme un mondo migliore, e noi dobbiamo veramente prendere nelle nostre mani l'uso della libertà e la difesa della libertà di tutti.
2.3 Il terzo grande valore è la verità. Siamo passati dal pluralismo, per cui ciascuno può pensare quello che vuole al relativismo, cioè alla fine non c'è niente assolutamente vero, ciascuno ha la propria verità. E stiamo finendo nel nichilismo e questo ci sta rubando qualsiasi tipo di valori, ci sta togliendo qualsiasi punto di riferimento, e così la società si sta disfacendo... E sapete chi sono quelli che soffrono di più? L giovani, che già non hanno nessun punto di riferimento.
Allora, cari exallievi, ci sono valori non negoziabili: la sacralità della vita, la libertà che ci permette di autodefinirci e dunque organizzare una società che è responsabilità di tutti. e la capacità di conoscere lo verità. Non soltanto la verità scientifica, anche la verità spirituale, la verità affettiva che non necessariamente si presenta come una legge positiva. Allora, secondo pensiero: gli exallievi di tutto il mondo, dobbiamo trovarci attorno a grandi valori.
3. Terzo punto: quale tipo di exallievo abbiamo bisogno di avere?
Quale tipo di persona vogliamo promuovere anche nelle nostre opere? Un uomo che abbia queste caratteristiche competenza professionale, coscienza morale e impegno sociale. È molto semplice, però è molto esigente.
3.1 La prima caratteristica è che i nostri è che i nostri exallievi ovunque si trovino, sono chiamati a vivere, è la competenza professionale, per avere una parola da dire in qualsiasi settore della vita: la politica, l'arte, la cultura l’economia... qualsiasi cosa. Se non siamo competenti non abbiamo nessun influsso nella società. E e non facciamo bene ad un allievo se non lo prepariamo ad essere un uomo veramente competente perché la società è altamente concorrenziale e noi dobbiamo essere persone competenti... Io vorrei gli exallievi presenti in tutto! Li vorrei presenti nel campo della politica, che è una cosa molto nobile, perché è la ricerca del bene comune del bene sociale. Dobbiamo redimere la politica, però anche l'arte, anche l'economia ... tutti i settori. Allora, primo elemento che deve. definire l'exallievo e l'allievo salesiano è la competenza.
3.2 La seconda caratteristica è la coscienza morale, vale a dire una persona con valori. Con sentimenti nobili, ma ricco di valori. Vi ho detto almeno 3 valori non negoziabili: la sacralità della vita, la libertà, la promozione della verità... però entrano tante cose... l'emotività, la cordialità, la capacità di essere solidali. In un momento di grave crisi come quella che stiamo vivendo, che non è soltanto una crisi economica-amministrativa, e che non si risolve dando più soldi alle banche perché continuino a prestare soldi, perché continuino a produrre l'economia. No. Questa è la punta dell'iceberg. La crisi è crisi di valori, è crisi di mancanza di ideali. È il mondo che pensa che non può essere migliore e dà luogo al pragmatismo duro e puro che siamo vivendo.
3.3 La terza caratteristica è avere un grande impegno sociale. Non basta pensare al successo personale; si deve pensare al bene comune. Si deve pensare che effettivamente possiamo avere un mondo migliore da quello che abbiamo fino ad ora costruito: un mondo migliore è possibile, è a portata di mano ed è responsabilità nostra.
Buonanotte!






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