DIREZIONE GENERALE OPERE DON BOSCO
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Il Consigliere generale per la formazione
Il Consigliere generale per la comunicazione sociale
“ORIENTAMENTI PER LA FORMAZIONE DEI SALESIANI IN COMUNICAZIONE SOCIALE”
Contenuti e metodologie per le varie fasi formative
Roma, 24 maggio 2006
INTRODUZIONE
Nella Congregazione la comunicazione sociale è sempre stata vista come un campo necessario e urgente di formazione. Data la sua grande importanza per la vita e la missione salesiana, fin dagli anni novanta ci sono stati vari tentativi di offrire un programma formativo per le varie fasi, particolarmente per la formazione iniziale.
L’impulso per la stesura di questi “Orientamenti” è venuto da una serie di fatti concomitanti: la promulgazione della nuova Ratio nell’anno 2000, la scelta operata dal CG 25 di avere un Consigliere generale esclusivamente per il Dicastero della comunicazione sociale, l’indicazione del Progetto del Rettor Maggiore e del suo Consiglio di elaborare un itinerario di formazione alla comunicazione sociale, la richiesta della Consulta mondiale della comunicazione sociale nel 2004, la pubblicazione delle linee operative del “Sistema salesiano di comunicazione sociale” all’inizio del 2005 e ultimamente la Lettera del Rettor Maggiore pubblicata in ACG 390.
Questi “Orientamenti” nascono dalla collaborazione tra i Dicasteri di comunicazione sociale e formazione e sono il frutto di una consultazione della Congregazione, specialmente tra i competenti di comunicazione sociale e tra i formatori. La loro ispirazione è fondata sui documenti ecclesiali relativi alla comunicazione sociale, sulle nostre Costituzioni e Regolamenti Generali, sulle Lettere dei Rettori Maggiori Don Viganò (ACG 289), Don Vecchi (ACG 370 e 366), Don Chavez (ACG 387 e 390). Essi assumono le esperienze maturate in questi anni in varie Ispettorie ed aree della Congregazione.
Destinatari
Gli “Orientamenti per la formazione dei salesiani in comunicazione sociale” sono indirizzati alle stesse persone e organismi a cui venne consegnata la Ratio, cioè a tutti i salesiani e in modo particolare agli Ispettori e ai loro Consigli, ai Delegati e alle Commissioni ispettoriali di formazione e di comunicazione sociale, ai formatori e formandi, a tutti coloro che hanno incarichi nella formazione iniziale e permanente dei salesiani.
Obiettivo
Oggetto di questi “Orientamenti” è la formazione del salesiano affinché diventi un “buon comunicatore” (FSDB 252), avendo speciale attenzione all’ambito della comunicazione sociale.
Essere un buon comunicatore richiede la capacità di ricezione critica e di produzione creativa di informazioni e di messaggi; nello stesso tempo domanda la capacità di animazione e gestione della comunicazione sociale nei processi educativi pastorali; esige infine la capacità di relazioni nell’ambito della comunicazione sociale sia all’interno che all’esterno della Congregazione.
Tale ambito riguarda i diversi mass media e personal media, quali la stampa, il cinema, la radio, la televisione, l’internet, il DVD, il cellulare; esso si estende a tutte le interazioni all’interno di una società o gruppo culturale, quali sono la pubblicità, il teatro, la musica, le relazioni pubbliche; esso giunge a considerare la cultura e soprattutto il modello antropologico che i media creano e diffondono.
Livelli di formazione
E’ da notare che questi “Orientamenti” puntano sulla formazione integrale alla comunicazione sociale e non esclusivamente sul “training”, perché intendono arrivare, oltre che all’assunzione di alcune capacità e tecniche, anche alla trasformazione di tutta la sua persona, inclusi i sui atteggiamenti e il suo senso critico.
Conviene qui ricordare due aspetti, presenti nelle linee operative del “Sistema salesiano di comunicazione sociale” ai numeri 59 e 89, che orientano la formazione in questo ambito. In essi si afferma che la comunicazione sociale si sviluppa all’interno del quadro di orientamento della pastorale giovanile (n. 59) e si indica quali debbano essere i riferimenti della formazione alla comunicazione sociale (n. 89).
Seguendo ciò che il magistero della Chiesa e i documenti della Congregazione dicono, le linee operative circa il “Sistema salesiano di comunicazione sociale” al numero 90 propongono e specificano quali debbano essere i tre livelli di formazione.
Il primo livello di base punta sulla formazione dei recettori. Si tratta di:
- educare il salesiano al senso critico e formare la sua coscienza in modo da affrancarlo dalle sottili suggestioni e manipolazioni dei media; addestrarlo a fare scelte libere e responsabili, usando i mass media non esclusivamente in funzione di divertimento, ma soprattutto d’informazione e di formazione, per un’armonica crescita culturale e sociale;
- insegnare l’aspetto tecnico dei singoli strumenti, indispensabile per una “lettura” corretta e comprensione oggettiva delle loro comunicazioni; creare una consapevolezza delle implicazioni sociali, culturali, politiche ed economiche che stanno alla base dei messaggi e dei valori proposti dai media, con attenzione particolare al rapporto tra media e pubblicità, ideologia e potere politico;
- curare l’estetica della comunicazione mediante l’assunzione di arte, letteratura e musica in un’ottica comunicativa; ciò significa promuovere interesse per le manifestazioni culturali in genere; competenza e apprezzamento delle belle arti; studio della musica dei giovani per capirne i problemi, i linguaggi, i sogni e per poter così dialogare e cercare con loro; lettura di qualche pagina di letteratura moderna.
Il secondo livello punta sulla preparazione di operatori educativi e pastorali. Si tratta di:
- abilitare il salesiano all'uso corretto dei vari strumenti di comunicazione sociale nelle attività educative e pastorali;
- formare salesiani e laici all’uso della comunicazione sociale nell’insegnamento e nell’educazione, nella catechesi e nella predicazione, nella promozione della pace e dello sviluppo e nel dare voce ai bisogni dei poveri;
- sensibilizzare e preparare il salesiano ad integrare il Vangelo nella “nuova cultura” creata dalla comunicazione sociale moderna.
Il terzo livello riguarda la preparazione di specialisti di comunicazione sociale, che si rivolgono a tutta la comunità ispettoriale che ha bisogno di:
- qualificare alcuni confratelli che mostrano speciali inclinazioni, affinché siano esperti nell’insegnare comunicazione sociale;
- preparare alcune persone per lavorare nella produzione in campo mediatico e per mettere la loro competenza nella gestione e animazione di imprese ispettoriali in questo campo.
Nella formazione iniziale si punta sul primo e secondo livello di formazione; nella formazione permanente si realizza il loro aggiornamento e per alcuni si raggiunge anche il terzo livello.
Descrizione di ogni fase formativa
Per ogni fase della formazione, sia iniziale che permanente, questo strumento presenta anzitutto una breve sintesi di ciò che la Ratio dice a riguardo della natura e scopo della fase stessa.
Esso poi sottolinea alcuni aspetti formativi della fase che in modo particolare hanno attinenza alla comunicazione sociale. Si tratta degli obiettivi della formazione alla comunicazione sociale, presentati non in astratto ma in forma di lineamenti da assumere.
Segue la proposta di alcuni temi di studio, che possono promuovere una riflessione teorica sul significato dei media, sul loro ruolo sociale, sui loro linguaggi e sul loro uso critico. I contenuti di studio potranno essere sistematizzati meglio quando si prenderà in considerazione la Ratio studiorum delle varie fasi.
Infine vengono indicate le esperienze da realizzare e le competenze da acquisire, al fine di conseguire gli obiettivi. E’ ovvio che le esperienze non sono da limitare alla fase in cui vengono segnalate, ma vanno continuate nelle fasi seguenti; come pure le competenze richiedono di essere acquisite in progressione. Questa parte ha bisogno di essere sperimentata; al riguardo si richiederà l’offerta di sussidi da parte dei Dicasteri di formazione e di comunicazione sociale.
Per ogni fase di formazione si presenta quindi: una sintesi della natura e scopo della fase stessa, gli obiettivi riguardanti la comunicazione sociale, gli argomenti di studio e riflessione, le esperienze e le competenze.
Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato alla formulazione di questi “Orientamenti”. Ci auguriamo che essi possano essere un valido aiuto alla formazione dei salesiani, costituiscano una riferimento condiviso da cui partire per fare una fruttuosa sperimentazione, contribuiscano alla collaborazione tra i Delegati e le Commissioni ispettoriali di formazione e di comunicazione.
Don Francesco Cereda Don Tarcisio Scaramussa
Consigliere generale per la formazione Consigliere generale per la comunicazione sociale






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