Roma, 30 luglio 2010
Carissimi Amici,
Il “giornalino”, portato avanti con passione e dedizione dai nostri Dino e Nicola Beso, si sta dimostrando un bel frutto del nostro desiderio di “non perderci di vista”.
È un ottimo strumento per comunicare tra di noi. Una comunicazione che si sta felicemente estendendo anche a membri delle nostre famiglie. Ciò è molto bello, perché ci aiuta a far rivivere quello spirito di famiglia che è la nota caratteristica della nostra esperienza con Don Bosco.
Certo non basta che si stia facendo un “giornalino”, ma è necessario che lo sentiamo sempre più come un “nostro strumento” per comunicare tra di noi, cioè per interessarci un po’ di più l’uno dell’altro, per conoscerci di più e per continuare a crescere nella riscoperta della nostra amicizia e fraternità.
Tutto ciò non è facile, nel senso che suppone superare una certa inerzia, quella che nasce dall’essere presi completamente dalle nostre preoccupazioni e attività quotidiane. E forse anche quella che si può presentare riguardo a questa nostra “avventura” di voler ritessere dei rapporti tra di noi. Infatti può esserci sempre, dietro l’angolo, il pensiero che ormai “quella” che abbiamo vissuto insieme è una tappa superata della nostra vita.
Ma poi sentiamo che non è così! Basta infatti scambiarsi qualche telefonata tra di noi per toccare con mano che c’è subito una fiducia e una apertura particolare. Michele Garramone mi diceva ultimamente, con gioia, che questi rapporti non si fermano solo alle parole o ai sentimenti ma si esprimono concretamente in gesti di attento e immediato servizio, a livello professionale, quando ce n’è bisogno. Ma poi lui stesso mi manifestava che la cosa più bella che avviene è quella di poter aprire completamente il nostro cuore all’altro e di poter confidare le gioie ed anche le difficoltà, e che – su questo punto – sarebbe bello di poter crescere sempre più.
Perché allora non proporci per questo mese di agosto (in cui forse avremo un po’ più di tranquillità) di interessarci di qualche nostro compagno, con una chiamata telefonica o una visita? E poi comunichiamo brevemente questa nostra esperienza, in modo tale che la gioia di uno sia la gioia di tutti, attraverso – appunto – il nostro “giornalino”. Vedremo che sarà un momento bello di crescita per tutti.
Vi auguro, con questo spirito e con questo piccolo impegno concreto, “buone vacanze”!
Vostro aff.mo
Antonio Castellano






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