Il Percorso di Mario Tricarico è stato decisamente spirituale, proponiamo ora una sua breve cronistoria sul pellegrinaggio alla Madonna di Loreto
Eran trecento…
No! Non è la poesia che voi credete. Perché trecento?
Tutto cominciò nel 1978. Eran circa trecento all’origine, ora sono sessantamila e più i partecipanti al pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto. Quest’anno cade il 12-13 Giugno (Sabato-Domenica).
È uno spettacolo, anzi un avvenimento che si ripete ormai da 32 anni.
Permettetemi un breve e sintetico cenno storico che potrete rintracciare sul sito del pellegrinaggio: www.pellegrinaggio.org
Il Pellegrinaggio a Piedi da Macerata a Loreto nasce nel 1978, anno dell’elezione di Giovanni Paolo II.
Un insegnante di religione di Macerata, don Giancarlo Vecerrica (attuale Vescovo di Fabriano), lo propone agli studenti come gesto di ringraziamento alla Madonna a conclusione dell’anno scolastico: viene così recuperata un’antica tradizione di pellegrinaggio.
Se al primo Pellegrinaggio partecipano poco più di trecento persone, negli anni successivi si assiste ad una eccezionale progressione numerica, fino a superare gli attuali sessantamila partecipanti, provenienti dalle Marche, da tutta Italia e anche dall’estero.
Il Pellegrinaggio è proposto da Comunione e Liberazione, d’intesa con le diocesi di Macerata e Loreto, e gli altri movimenti ed associazioni ecclesiali partecipano in modo cordiale e fattivo, offrendo concretamente una grande testimonianza di unità e di comunione;e molti sono anche i volontari che contribuiscono all’organizzazione, articolata in vari servizi: segreteria, accoglienza e ordine, coro, liturgia, stampa e pubbliche relazioni, amplificazione, medici e sanitari, etc.
L’evento ha luogo, generalmente, la sera del sabato immediatamente seguente la fine delle lezioni scolastiche; il percorso riprende un cammino mariano di antichissima tradizione e si snoda per circa 27 Km attraverso strade e campagne.
Il Pellegrinaggio del 19 giugno 1993 ha ricevuto un gran dono: la presenza del Santo Padre Giovanni Paolo II.
Dopo aver celebrato la Santa Messa, prima del cammino notturno, consegnando la Croce, disse: «Ora affido a voi, cari giovani, la Croce che vi farà da guida al vostro Pellegrinaggio al santuario di Loreto. Imparate dall’esperienza di questa notte a seguire, anche sulle strade del vostro quotidiano cammino, la Croce di Cristo, nella quale è salvezza, vita e resurrezione».
Quella Croce, da allora, apre il Pellegrinaggio.
La marcia notturna, è scandita dalla recita del Santo Rosario, inframmezzata da canti, testimonianze, meditazione della Parola di Dio e del magistero del Papa.
Una spettacolare fiaccolata anima la Strada Regina da San Firmano, nei pressi dell’antica abbazia romanica, sino alla chiesetta rurale di Chiarino (in prossimità di Loreto), dove si giunge verso il sorgere del sole e dove è offerto a tutti i pellegrini un ristoro.
Verso le 6-6,30 del mattino, allorché oltre l’ultima collina si scorge finalmente il profilo del Santuario Mariano, ci si inginocchia, si recita l’Angeluse ci si scambia un gesto di pace e di riconciliazione.
All’arrivo a Loreto i pellegrini sono accolti dalla statua della Madonna (portata a spalla dai militari dell’Aeronautica), dalle autorità religiose, civili, militari e dall’abbraccio di tanti amici e parenti. Una delegazione di giovani offre alla Vergine un omaggio floreale. L’arrivo nella piazza della Basilica di Loreto avviene tra due ali festose di persone che non sono riuscite a raggiungere Loreto a piedi.
Infine, dopo che, tutti insieme si compie l’Atto di Consacrazione alla Madonna mentre i frati cappuccini aspergono d’acqua benedetta i fedeli pellegrini, che sfilano stanchi ma contenti.
Su uno dei gradini del sagrato viene posto un braciere acceso: lì vengono posti migliaia di fogliettini con le intenzioni di preghiera e le richieste di grazie che, attraverso il fumo, salgono in cielo per essere esaudite.
Essere in Piazza dei Galli e veder spuntare dall’alto di Montereale, preceduta da festose voci di canti, una marea di pellegrini che lentamente vien giù come un fiume placido e tranquillo, ma ricco e straripante di fede. Beh… è davvero un avvenimento ecclesiale che riempie il cuore di gioia. Ti senti abbracciato di quell’abbraccio commosso di cui solo Dio è capace e che noi si può imparare dalla Madre anch’Essa sempre con le sua braccia maternamente aperte ad accoglierci.
A Lei non interessa il nostro tradimento, il nostro peccato; a Lei interessa che noi torniamo ad amarla, che noi torniamo ad amare il suo Figlio Gesù Cristo con lo stesso sguardo commosso e pieno d’affetto come quando, quella notte, guardò Pietro. Ed egli si sentì amato.
“Pietro” è la presenza storica voluta da Cristo per la Sua Chiesa pellegrina sulla terra, cui non possiamo non restare uniti. Noi abbiamo bisogno di “Pietro” e della sua testimonianza di questa vera e carnale presenza di Cristo.
Se Cristo non è realmente a me contemporaneo, brancolerei solo nei miei pensieri, nelle mie viuzze, nei mie piccoli dei a partire da me stesso. Pellegrini nel mondo, nelle condizioni e circostanze che ci son date da vivere.
“Il vero protagonista della storia è il mendicante. Cristo mendicante del cuore dell’uomo; l’uomo mendicante del cuore di Cristo”. (Luigi Giussani)
Un saluto affettuoso e commosso ad ognuno di voi.






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