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In ricordo di Don L'Arco
Scritto da Giuseppe di Gioia   
Lunedì 06 Settembre 2010 10:00
Don L’Arco è stato per molti di noi la guida spirituale e l’esempio vivente di salesianità, era coinvolgente la sua gioia e il suo entusiasmo. Non poneva la sua cultura come una barriera, anzi era “alla mano”, sempre disponibile.
Per tutti riportiamo il ricordo che ci ha inviato Giuseppe Di Gioia e l’invito che ci viene fatto da Michele Antignani e Nicola Giuseppe Blago per ricordarlo nella preghiera.
 
Carissimi, ho appena aperto la posta ed ho trovato la… notizia della morte di don L’Arco.
Tanti anni spesi bene al servizio di don Bosco, di Maria Ausiliatrice, dei giovani, delle persone che via via ha incontrato. Innamorato di Papa Giovanni XXIII (Papone).
Abbiamo avuto modo di trascorrere con lui un anno intero a Pacognano. Cosa dire? Ho conosciuto un… salesiano (non esistono aggettivi per definirlo, salesiani o si è o non si è: don L’Arco lo era, lo è!). Tanti passavano da Pacognano (allora Noviziato), tutti si dicevano felici di essere salesiani e che se fossero rinati, sarebbero ridiventati salesiani. A me sembravano frasi fatte, l’unico a cui non facevo fatica a credere, era don L’Arco, non per quello che diceva, ma per quello che faceva, per la vita che trascorreva: vita semplice, serena, generosa, disponibile con tutti, sempre. Un grande uomo (sotto tutti i punti di vista: sacerdotale, salesiana, culturale…) che non faceva pesare la sua presenza, che non incuteva soggezione, anzi ci metteva sempre a nostro agio, era di sollievo.
Ecco, le parole di Domenico Savio: «Noi facciamo consistere la santità nello stare allegri» si addicevano a pennello a don L’Arco. Uomo generoso, sapeva sempre arrivare al cuore dei giovani e di quanti avevano la fortuna di incontrarlo e ascoltarlo. Le barzellette erano un piccolo espediente, usato abilmente, per fare breccia, poi la profondità dei suoi pensieri era… devastante.
Da buon napoletano, parlava col cuore in mano ed il cuore ha ragioni che la ragione non ha.
«Guagliù– diceva – forse ci sono giovani più buoni, più intelligenti, più belli, più puri di voi, ma nessuno può dirsi più generoso di voi per la scelta che avete fatto».
La generosità è il messaggio che più mi rimane di lui. Io non sono stato capace di seguirlo su questa strada! Zi’ pre’, statt buon. 
 

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