Ciò che ha spinto Dio a mandare il suo Figliuolo per la salvezza del mondo è stato un gesto d’amore: «Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna».
Se riuscissimo a mettere in pratica anche soltanto una minima parte di questo amore, la maggior parte dei nostri problemi sarebbero risolti automaticamente e potremmo vivere più felici perché avremmo ritrovato la nostra vera natura di figli di Dio, conseguendo con noi stessi e con gli altri la vera pace ed il vero equilibrio interiore. Diversamente il nostro sforzo di essere cristiani diventa inutile, la nostra stessa predicazione, il nostro prodigarsi per gli altri può risultare vano e senza prospettive.
L’amore quindi a cui ci invitano Gesù e gli apostoli, non è una meta che si può raggiungere in una giornata e neppure in un anno. Esso rappresenta il risultato di una lenta e faticosa conquista che si realizza passo dopo passo, in una continua crescita interiore, in cui il nostro vecchio uomo, con tutto il suo bagaglio di difetti e di egoismi, lascia un po’ alla volta il posto alla nuova creatura fatta ad immagine e somiglianza di Dio.
Molte esortazioni sono state fatte sull’amore, ma poi alla resa dei conti, quando ci caliamo nella realtà di tutti i giorni, ci accorgiamo quanto lungo e quanto difficile sia questo cammino e quanto lontano sia ancora il traguardo ideale che ci siamo prefissati di raggiungere. Questo ci capita soprattutto perché la nostra naturale ambizione ci porta a guardare oltre gli orizzonti delle nostre reali possibilità.
Mirando a grandi conquiste, spesso trascuriamo le piccole cose di tutti i giorni. Vogliamo magari prodigarci per sfamare il mondo, per risolvere i problemi dei drogati, degli emarginati del terzo mondo e guardiamo con ammirazione e quasi con invidia coloro che lavorano in questi campi; ma poi nel nostro piccolo magari ci comportiamo in maniera sgarbata verso il vicino di casa o peggio ancora verso un fratello od un parente prossimo.
Tutti i nostri sforzi, tutta la nostra predicazione, la nostra religiosità risulterà vana se non ci renderemo conto che l’amore si realizza anzitutto nelle piccole cose, nei rapporti quotidiani di ogni giorno. Soltanto cominciando dalle piccole cose, potremo imparare ad estendere il nostro amore verso orizzonti più lontani. Se non sapremo realizzare il nostro amore attorno a noi nelle piccole cose, tanto meno saremo in grado di realizzarlo nelle grandi cose.
Per fare questo non si richiedono grandi talenti, ma soltanto un po’ di buona volontà. Dobbiamo permettere che il Signore un po’ alla volta educhi le nostre menti ed i nostri cuori per mezzo della Sua Parola.






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