«Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato per annunciare ai poveri il lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione, ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore» (Lc 4, 18-19)
Carissimi fratelli e sorelle della Famiglia Salesiana,
alla fine dell’anno 2007, che ci ha visti impegnati in favore della vita, ad imitazione del nostro Dio “amante della vita”, e alla soglia del 2008, che si apre davanti a noi come un “anno di grazia del Signore”, mi rivolgo a voi con il cuore di Don Bosco.
Vi presento la nuova Strenna, con il programma spirituale e pastorale per l’anno 2008. Come avete potuto vedere dal titolo e dai contenuti che vi ho anticipatamente fatti conoscere, vorrei porre la mia attenzione non tanto sui destinatari dell’opera educativa, ma direttamente su tutti voi, cari educatori ed educatrici, che vi sentite come Gesù consacrati e mandati dallo Spirito del Signore ad evangelizzare, liberare dalle schiavitù, ridare la vista ed offrire un anno di grazia a coloro a cui la vostra opera educativa si rivolge (cf. Lc 4, 18-19). La Strenna 2008 è dunque esplicitamente indirizzata ai membri delle Comunità Educative Pastorali, alle Comunità educanti, ai Consigli Pastorali, ecc. nella vasta area della Famiglia Salesiana. Essa intende essere un appello a rafforzare la nostra identità di educatori, ad illuminare la proposta educativa salesiana, ad approfondire il metodo educativo, a chiarire il traguardo del nostro compito, a renderci consapevoli della ricaduta sociale del fatto educativo.
Noi siamo stati chiamati precisamente a questa missione. Il testo del Vangelo di Luca, che ho scelto per presentare la Strenna, definisce la nostra vocazione di educatori nello stile di Don Bosco. Non a caso nelle Costituzioni dei Salesiani questi versetti sono stati scelti come citazione biblica ispiratrice del “nostro servizio educativo pastorale”.
Gesù, all’inizio della sua vita pubblica, riconosce nel testo del profeta Isaia, letto nella sinagoga di Nazaret, la sua missione messianica e afferma, davanti ai suoi concittadini: «Oggi si è adempiuta questa scrittura, che voi avete udita con i vostri orecchi» (Lc 4, 21).
Questo “oggi” di Gesù continua nella nostra missione educativa. Noi siamo stati consacrati con l’unzione dello Spirito, mediante il Battesimo, e siamo stati inviati ai giovani per annunciare la novità della vita che Cristo ci offre, per promuoverla e per svilupparla attraverso un’educazione che liberi i giovani e i poveri da ogni forma di oppressione ed emarginazione. Tali situazioni di emarginazione impediscono loro di cercare la verità, di aprirsi alla speranza, di vivere con senso e con gioia, di costruire la propria libertà.
La Strenna del 2008 si pone in continuità con le Strenne degli ultimi due anni. La vita è il grande dono che Dio ci ha affidato come un “seme”, perché collaboriamo con Lui a farlo crescere e fruttificare in abbondanza. Il seme ha bisogno di “cadere in un terreno buono”, nel quale possa germinare e portare frutto; questo terreno è la famiglia, culla della vita e dell’amore, luogo primario di umanizzazione. Essa accoglie con gioia e gratitudine il dono della vita e offre l’ambiente naturale propizio per la sua crescita e il suo sviluppo. Ma, come avviene per il seme, non basta un buon terreno; si richiedono gli sforzi pazienti e laboriosi dell’agricoltore che lo irriga, lo cura, lo aiuta a crescere. L’agricoltore che aiuta la vita a svilupparsi è l’educatore. Al riguardo così diceva Don Bosco: «Siccome non vi è terreno ingrato e sterile che per mezzo di una lunga pazienza non si possa finalmente ridurre a frutto, così è dell’uomo; vera terra morale, la quale per quanto sterile e restia, produce non di meno presto o tardi pensieri onesti e poi atti virtuosi, quando un direttore (un educatore) con ardenti preghiere aggiunge i suoi sforzi alla mano di Dio nel coltivarla e renderla feconda e bella» (MB V, 367).
Ritengo opportuno ripetere qui ciò che ho già detto in altra occasione. La Strenna di quest’anno non intende proporre un tema nuovo, come se quelli degli anni precedenti fossero definitivamente conclusi o accantonati. Sono convinto che il lavoro educativo pastorale non può essere compreso e svolto episodicamente, quasi fosse un fuoco d’artificio; esso è come un lavoro di agricoltura, che richiede tempi lunghi, interventi mirati, cura attenta, e soprattutto grande dedizione ed amore. In questo caso si tratta dell’agricoltura migliore: la cultura, vale a dire la coltivazione dell’uomo e della donna. In tal modo il tema scelto quest’anno si trova appunto in continuità con quello della famiglia e della vita.
Ecco dunque la Strenna del 2008:
Vi presento la nuova Strenna, con il programma spirituale e pastorale per l’anno 2008. Come avete potuto vedere dal titolo e dai contenuti che vi ho anticipatamente fatti conoscere, vorrei porre la mia attenzione non tanto sui destinatari dell’opera educativa, ma direttamente su tutti voi, cari educatori ed educatrici, che vi sentite come Gesù consacrati e mandati dallo Spirito del Signore ad evangelizzare, liberare dalle schiavitù, ridare la vista ed offrire un anno di grazia a coloro a cui la vostra opera educativa si rivolge (cf. Lc 4, 18-19). La Strenna 2008 è dunque esplicitamente indirizzata ai membri delle Comunità Educative Pastorali, alle Comunità educanti, ai Consigli Pastorali, ecc. nella vasta area della Famiglia Salesiana. Essa intende essere un appello a rafforzare la nostra identità di educatori, ad illuminare la proposta educativa salesiana, ad approfondire il metodo educativo, a chiarire il traguardo del nostro compito, a renderci consapevoli della ricaduta sociale del fatto educativo.
Noi siamo stati chiamati precisamente a questa missione. Il testo del Vangelo di Luca, che ho scelto per presentare la Strenna, definisce la nostra vocazione di educatori nello stile di Don Bosco. Non a caso nelle Costituzioni dei Salesiani questi versetti sono stati scelti come citazione biblica ispiratrice del “nostro servizio educativo pastorale”.
Gesù, all’inizio della sua vita pubblica, riconosce nel testo del profeta Isaia, letto nella sinagoga di Nazaret, la sua missione messianica e afferma, davanti ai suoi concittadini: «Oggi si è adempiuta questa scrittura, che voi avete udita con i vostri orecchi» (Lc 4, 21).
Questo “oggi” di Gesù continua nella nostra missione educativa. Noi siamo stati consacrati con l’unzione dello Spirito, mediante il Battesimo, e siamo stati inviati ai giovani per annunciare la novità della vita che Cristo ci offre, per promuoverla e per svilupparla attraverso un’educazione che liberi i giovani e i poveri da ogni forma di oppressione ed emarginazione. Tali situazioni di emarginazione impediscono loro di cercare la verità, di aprirsi alla speranza, di vivere con senso e con gioia, di costruire la propria libertà.
La Strenna del 2008 si pone in continuità con le Strenne degli ultimi due anni. La vita è il grande dono che Dio ci ha affidato come un “seme”, perché collaboriamo con Lui a farlo crescere e fruttificare in abbondanza. Il seme ha bisogno di “cadere in un terreno buono”, nel quale possa germinare e portare frutto; questo terreno è la famiglia, culla della vita e dell’amore, luogo primario di umanizzazione. Essa accoglie con gioia e gratitudine il dono della vita e offre l’ambiente naturale propizio per la sua crescita e il suo sviluppo. Ma, come avviene per il seme, non basta un buon terreno; si richiedono gli sforzi pazienti e laboriosi dell’agricoltore che lo irriga, lo cura, lo aiuta a crescere. L’agricoltore che aiuta la vita a svilupparsi è l’educatore. Al riguardo così diceva Don Bosco: «Siccome non vi è terreno ingrato e sterile che per mezzo di una lunga pazienza non si possa finalmente ridurre a frutto, così è dell’uomo; vera terra morale, la quale per quanto sterile e restia, produce non di meno presto o tardi pensieri onesti e poi atti virtuosi, quando un direttore (un educatore) con ardenti preghiere aggiunge i suoi sforzi alla mano di Dio nel coltivarla e renderla feconda e bella» (MB V, 367).
Ritengo opportuno ripetere qui ciò che ho già detto in altra occasione. La Strenna di quest’anno non intende proporre un tema nuovo, come se quelli degli anni precedenti fossero definitivamente conclusi o accantonati. Sono convinto che il lavoro educativo pastorale non può essere compreso e svolto episodicamente, quasi fosse un fuoco d’artificio; esso è come un lavoro di agricoltura, che richiede tempi lunghi, interventi mirati, cura attenta, e soprattutto grande dedizione ed amore. In questo caso si tratta dell’agricoltura migliore: la cultura, vale a dire la coltivazione dell’uomo e della donna. In tal modo il tema scelto quest’anno si trova appunto in continuità con quello della famiglia e della vita.
Ecco dunque la Strenna del 2008:
Educhiamo con il cuore di Don Bosco
per lo sviluppo integrale della vita dei giovani,
soprattutto i più poveri e svantaggiati,
promuovendo i loro diritti.

All’inizio del commento a questo programma spirituale e pastorale annuale, che è la Strenna, vi ricordo l’appello significativo del P. Duvallet, per vent’anni collaboratore dell’Abbé Pierre nell’apostolato di rieducazione dei giovani, rivolto a noi salesiani: «Voi avete opere, collegi, oratori per i giovani, ma non avete che un solo tesoro: la pedagogia di Don Bosco. In un mondo in cui i ragazzi sono traditi, disseccati, triturati, strumentalizzati, il Signore vi ha affidato una pedagogia in cui trionfa il rispetto del ragazzo, della sua grandezza e della sua fragilità, della sua dignità di figlio di Dio. Conservatela, rinnovatela, ringiovanitela, arricchitela di tutte le scoperte moderne, adattatela a queste creature del ventesimo secolo e ai loro drammi, che Don Bosco non poté conoscere. Ma, per carità, conservatela! Cambiate tutto, perdete, se è il caso, le vostre case, ma conservate questo tesoro, costruendo in migliaia di cuori la maniera di amare e di salvare i ragazzi, che è l’eredità di Don Bosco».
Difficilmente potremmo trovare un pressante appello migliore di questo. Consapevoli della grandezza della nostra vocazione di educatori e del dono che abbiamo ricevuto nella pedagogia di Don Bosco, vera “pedagogia del cuore”, vogliamo impegnarci a far diventare realtà oggi le parole profetiche di questa testimonianza eloquente.
In concreto la Strenna vuol mettere a fuoco:
Difficilmente potremmo trovare un pressante appello migliore di questo. Consapevoli della grandezza della nostra vocazione di educatori e del dono che abbiamo ricevuto nella pedagogia di Don Bosco, vera “pedagogia del cuore”, vogliamo impegnarci a far diventare realtà oggi le parole profetiche di questa testimonianza eloquente.
In concreto la Strenna vuol mettere a fuoco:
- il tema della pedagogia salesiana e del Sistema Preventivo, come risposta al bisogno di approfondimento e di formazione di noi educatori, per non disperderne la ricchezza;
- il valido contributo che possiamo offrire, attraverso l’educazione, per affrontare le immani sfide della vita e della famiglia;
- la promozione dei diritti umani, in particolare i diritti dei minori, come via per l’inserimento positivo del nostro impegno educativo in tutte le culture.






Strenna 2008
Twitter
Myspace
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Yahoo
Technorati
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio