Entrambi questi avvenimenti, al di là della loro specificità, ci portano a una presa d’atto sull’importanza di poter COMUNICARE l’evento in sé al di fuori dell’angusta esperienza dell’associazione.
Siamo consci però che comunicare oggi significa introdurci in un sistema formidabile ma al tempo stesso delicatissimo, dove spesso l’eccesso di comunicazione ha generato, di fatto, un silenzio comunicativo dell’autenticità e della verità.
La parabola che sorge sui tetti di quasi tutte le case attira tutto, ma non è più “parabola” di nulla. In questo vuoto è necessario far irrompere di nuovo, come seme che si muove nel terreno, pronto a imbattersi in sassi e spine ma anche in humus fertile, valori che possano captare l’intelligenza della persona.
Non bisogna più lasciarsi tentare dall’omologazione, adattandosi a ciò che domina nella comunicazione, ma iniziare provocatoriamente e pazientemente un’opera di ANNUNCIO.
In un’epoca dal pensiero debole diventa indispensabile, anche se forse coraggioso contrapporre i grandi significati, le verità ultime che pur sempre tormentano segretamente l’intimo dell’uomo.
L’occasione per noi exallievi di aver condotto avvenimenti di riflessione su temi “caldi” quali l’etica nella comunicazione e aspetti tematici di bioetica, ci induce a fare ulteriori passi in avanti di analisi valoriale.
Il ruolo centrale dei mezzi di comunicazione oggi è la loro capacità di produrre cultura, cioè formare le coscienze a un retto discernimento dell’informazione, senza questo obiettivo i mezzi di comunicazione rischiano di ridursi a meri strumenti di profitto, o peggio, di omologazione dell’opinione pubblica, incuranti, come tali, del bene comune.
Anche noi, come Associazione, siamo chiamati a contribuire con i nostri mezzi (pensiamo ai modesti ma significativi “bollettini” locali) a una “nuova comunicazione”soprattutto nel territorio.
A un mondo in cui il rumore rischia di soffocare le voci, il grigiore sembra coprire ogni immagine, le identità si vanno sempre più dissolvendo, noi sappiamo di dover offrire la possibilità di incontrare il volto della Verità e dell’autenticità anche attraverso l’uso dei nostri “modesti” mezzi di comunicazione locale.
Quanto interessante e bello sarebbe conoscerne il vissuto di ogni “presenza” nel locale!
Ci è chiesta una conversione culturale del nostro comunicare a livello locale. Spesso siamo autoreferenziali. Dobbiamo invece avere il coraggio dell’avventura nell’AGORÀ del nostro paese, e lì che uomini e donne, anche se frastornati da tanti inutili messaggi, attendono un segnale che possa dare loro un’opportunità di riflettere.
Perché non provarci?






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