La prima “signora” che si rimboccò le maniche per dare una mano a Don Bosco fu Margherita Occhiena, la sua mamma, a cominiciare dal 1846.
Era notte fonda: lampi, tuoni, la pioggia scrosciante, avevano costretto a chiudere, per tempo, porte e finestre, ma, ecco, che si udì un tocco prima leggero, poi insistente all'uscio. Mamma Margherita non poteva non aprire, anche se aveva un po’ di timore: sul vano della porta c’era un giovinetto fradicio e impaurito. Chiedeva asilo per la notte: Mamma Margherita lo rifocillò, gli improvvisò un letto. Ben conosceva il cuore del suo figliolo Don Bosco che tanto si stava adoperando per la gioventù "povera e abbandonata" della sua Torino. Il ragazzo era orfano, era giunto in città per cercare lavoro e fu il primo ad essere accolto nell'umile casetta.
Ne giunsero altri, Mamma Margherita è Madre ai figli di Don Bosco, ma occorreva aiuto per poter dare ospitalità, per rattoppare, lavare, stirare i loro abiti, cucinare. Buone signore si offrono di aiutarla, anche della "Torino bene" e nasce così il primo "Laboratorio Mamma Margherita".
Don Bosco ebbe l'intuito di organizzare i suoi collaboratori nell' Associazione dei Cooperatori "per scuotere dal languore nel quale giacciono tanti cristiani e diffondere l'energia della carità" (M.B. 18, 161). Quanti sono ora? Non si contano più, si può dire "dalle Alpi alle .... isole": anche Malta ha il suo Laboratorio. Sono specializzati nella confezione di paramenti sacri, tovaglie per gli altari, tuniche per prime comunioni, battesimi, e corredino per neonati; liquori e marmellate. Si insegna il prezioso "punto ad ago", il taglio e il cucito, si lavora all'uncinetto, ai ferri. Nelle Case di Accoglienza le Mamme Margherita si adoperano perché tutto sia in ordine. I Cooperatori pensionati collaborano con semplici lavori: intarsio in legno, sottopentole, penne ricoperte con filo colorato, ecc...
Le Mamme Margherita posseggono la sapienza nel prevedere, l'amore per la realtà, lo scrupolo nel non sprecare nulla. Non mancano Laboratori che curano i rapporti con i lontani, con gli extracomunitari, offrendo comprensione ed accettando l'altro nella sua diversità. La carità è vissuta con tenerezza, misericordia, risposta immediata ai bisogni emergenti; la beneficenza come solidarietà intelligente, creativa. Le Mamme Margherita sono anche nel cortile, accanto ai giovani, per far loro comprendere, sia pure con la presenza, la freschezza delle cose belle, il candore dei sentimenti, la gioia di dare e di darsi e che la giovinezza è una stagione magica. Dal loro cuore s'irradiano anche le più sublimi opere di carità: donare i propri organi per una morte prematura e la missionarietà.
Vi sono, perciò, Laboratori che curano determinate missioni e Cooperatrici che dedicano la loro vita alla diffusione, nelle missioni, della fede, alla costruzione di ospedali, scuole, ecc.; per queste l'età è una eterna primavera. Ma "missionarietà" è anche verso l'Associazione: una Cooperatrice (al Laboratorio partecipa anche chi non lo è) fa parte del Consiglio Locale e relaziona sulle attività del Laboratorio. Il vivere insieme è una esperienza di fede, di maturità personale alla luce dei documenti del Magistero della Chiesa, Salesiano e dell'Associazione.
Le Mamme Margherita sono una finestra culturale sollecita nel promuovere una poliedrica crescita formativa e un dialogo dal respiro profondo e dalle grandi braccia accoglienti.
Il Convegno Nazionale, a scadenza biennale, riunisce non solo le Mamme Margherita ma anche chi desidera parteciparvi. Sono felici di rivedersi, riabbracciarsi, di scambiarsi esperienze, opinioni; si, riparte con la consapevolezza di aver vissuto momenti importanti di Famiglia Salesiana. Sono ansiose di rincontrarsi e respirare insieme aria di fraternità e speranza, aprire nuove strade per costruire un domani migliore, poter realizzare un sogno di pace, di uguaglianza, essere sempre più segno profetico ed efficace di libertà e di pace.
Era notte fonda: lampi, tuoni, la pioggia scrosciante, avevano costretto a chiudere, per tempo, porte e finestre, ma, ecco, che si udì un tocco prima leggero, poi insistente all'uscio. Mamma Margherita non poteva non aprire, anche se aveva un po’ di timore: sul vano della porta c’era un giovinetto fradicio e impaurito. Chiedeva asilo per la notte: Mamma Margherita lo rifocillò, gli improvvisò un letto. Ben conosceva il cuore del suo figliolo Don Bosco che tanto si stava adoperando per la gioventù "povera e abbandonata" della sua Torino. Il ragazzo era orfano, era giunto in città per cercare lavoro e fu il primo ad essere accolto nell'umile casetta.
Ne giunsero altri, Mamma Margherita è Madre ai figli di Don Bosco, ma occorreva aiuto per poter dare ospitalità, per rattoppare, lavare, stirare i loro abiti, cucinare. Buone signore si offrono di aiutarla, anche della "Torino bene" e nasce così il primo "Laboratorio Mamma Margherita".
Don Bosco ebbe l'intuito di organizzare i suoi collaboratori nell' Associazione dei Cooperatori "per scuotere dal languore nel quale giacciono tanti cristiani e diffondere l'energia della carità" (M.B. 18, 161). Quanti sono ora? Non si contano più, si può dire "dalle Alpi alle .... isole": anche Malta ha il suo Laboratorio. Sono specializzati nella confezione di paramenti sacri, tovaglie per gli altari, tuniche per prime comunioni, battesimi, e corredino per neonati; liquori e marmellate. Si insegna il prezioso "punto ad ago", il taglio e il cucito, si lavora all'uncinetto, ai ferri. Nelle Case di Accoglienza le Mamme Margherita si adoperano perché tutto sia in ordine. I Cooperatori pensionati collaborano con semplici lavori: intarsio in legno, sottopentole, penne ricoperte con filo colorato, ecc...
Le Mamme Margherita posseggono la sapienza nel prevedere, l'amore per la realtà, lo scrupolo nel non sprecare nulla. Non mancano Laboratori che curano i rapporti con i lontani, con gli extracomunitari, offrendo comprensione ed accettando l'altro nella sua diversità. La carità è vissuta con tenerezza, misericordia, risposta immediata ai bisogni emergenti; la beneficenza come solidarietà intelligente, creativa. Le Mamme Margherita sono anche nel cortile, accanto ai giovani, per far loro comprendere, sia pure con la presenza, la freschezza delle cose belle, il candore dei sentimenti, la gioia di dare e di darsi e che la giovinezza è una stagione magica. Dal loro cuore s'irradiano anche le più sublimi opere di carità: donare i propri organi per una morte prematura e la missionarietà.
Vi sono, perciò, Laboratori che curano determinate missioni e Cooperatrici che dedicano la loro vita alla diffusione, nelle missioni, della fede, alla costruzione di ospedali, scuole, ecc.; per queste l'età è una eterna primavera. Ma "missionarietà" è anche verso l'Associazione: una Cooperatrice (al Laboratorio partecipa anche chi non lo è) fa parte del Consiglio Locale e relaziona sulle attività del Laboratorio. Il vivere insieme è una esperienza di fede, di maturità personale alla luce dei documenti del Magistero della Chiesa, Salesiano e dell'Associazione.
Le Mamme Margherita sono una finestra culturale sollecita nel promuovere una poliedrica crescita formativa e un dialogo dal respiro profondo e dalle grandi braccia accoglienti.
Il Convegno Nazionale, a scadenza biennale, riunisce non solo le Mamme Margherita ma anche chi desidera parteciparvi. Sono felici di rivedersi, riabbracciarsi, di scambiarsi esperienze, opinioni; si, riparte con la consapevolezza di aver vissuto momenti importanti di Famiglia Salesiana. Sono ansiose di rincontrarsi e respirare insieme aria di fraternità e speranza, aprire nuove strade per costruire un domani migliore, poter realizzare un sogno di pace, di uguaglianza, essere sempre più segno profetico ed efficace di libertà e di pace.






La Storia dei Laboratori Mamma Margherita
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